sabato 16 ottobre 2010

LERDA VA ESONERATO?: TIFOSI DITECI LA VOSTRA

La sconfitta di oggi col Livorno ha fatto uscire nuovamente le voci su un possibile esonero in casa TORO.
I tifosi cosa ne pensano?
Scrivete la vostra sui commenti e fateci sapere se, secondo voi, il mister cuneese deve essere mandato via e chi potrebbe essere il possibile sostituto.

PROBABILI FORMAZIONI LIVORNO - TORINO

LIVORNO ( 4-4-2) : De Lucia, Salviato, Perticone, Bernardini, Lambrughi, Surraco, Luci, Iori, Schiattarella, Tavano, Dionisi. A disp: Mazzoni, Knezevic, Di Bella, Barusso, Pagano, Danilevicius, Volpe. All. Pillon

TORINO (4-2-3-1) : Rubinho, Filipe, Di Cesare, Ogbonna, Garofalo, Zanetti, Obodo, Lazarevic, Iunco, Sgrigna, Bianchi. A disp: Bassi, Pratali, De Feudis, Cofie, Scaglia, Gasbarroni, Pellicori. All. Lerda

Arbitro: Calvarese di Teramo

EVENTI


L’ASSOCIAZIONE

TORINO CLUB “ I CIVICH “

IN MEMORIA DELL’ AMICO, SOCIO E COLLEGA

MARCO SCARRONE

PRESENTA

GIOVEDI’ 25/11/2010 ore 20,45

presso il CIRCOLO DIPENDENTI COMUNALI

di C.SO SICILIA 12 - TORINO

LE SEGUENTI OPERE

· ETERNA LEGGENDA storie e memorie Granata a cura di Domenico Beccaria Presidente dell’Associazione Memoria Storica granata e del Museo Grande Torino e della leggenda granata

· L’ULTIMO URLO PER IL GRANDE TORINO giallo appassionante e stimolante dello scrittore e giornalista Roberto Thoni

· HO SOLO LE ALI poesie che fanno riflettere e versi che fanno bruciare il cuore d’amore dello scrittore e giornalista Ermanno Eandi

· SEMPLICEMENTE….PAOLINO PULICI proiezione del DVD prodotto da Hervè Bricca e la Fischio d’inizio produzione

Per info e prenotazioni tel. 3398512163

venerdì 15 ottobre 2010

15 Ottobre, il ricordo del poeta Gigi Meroni

Pubblicato sul sito ufficiale del Torino il toccante ricordo di Gigi Meroni, campione granata scomparso drammaticamente e prematuramente il 15 ottobre 1967. Queste le parole con cui la società ripercorre per sommi campi i passi della leggendaria ala destra comasca.

Sono passati 43 anni. Era il 15 ottobre 1967, una sera uggiosa di un autunno torinese come molti, quando la "Farfalla Granata" ha spiegato le ali ed è volata in cielo. Corso Re Umberto, poco lontano dal centro del capoluogo piemontese; un'auto, causa nebbia ed oscurità, non si accorge della presenza di Gigi Meroni, che sta attraversando la strada e lo centra in pieno. Muore così uno dei più grandi giocatori della storia del Toro, ma soprattutto si spegne la vita di questo eccentrico, e mai banale, ragazzo di 24 anni.

Durante la mattinata di oggi, una delegazione del Torino F.C. poggerà alla base del cippo commemorativo una corona di fiori in ricordo della Farfalla Granata.

La carriera di Meroni inizia nel Como, la squadra della sua città natale, nelle cui giovanili milita fino all'età di 19 anni, quando viene ceduto al Genoa. Come in un sogno, Gigi si ritrova improvvisamente catapultato in una realtà ben diversa da quella di provincia, vissuta fino a quel momento; ora è nel calcio che conta, è nella squadra più antica d'Italia, una delle più titolate, in quegli anni. Quaranta presenze con la maglia rossoblu, poi la cessione, nel 1964, ai granata. Rimpianto dalla tifoseria del "grifone", subito amato da quella granata. Il suo carattere è molto estroverso, spesso fuori dagli schemi. Genio e sregolatezza, in campo e fuori. Dribbling ubriacanti, l'uomo dell'ultimo passaggio sul tappeto verde, capace di far rinacere il suo amico Combin, dato per finito dalla Juve e rinato tra le file granata a suon di gol, propiziati dagli assist della Farfalla Granata.

Fuori dallo stadio semplicemente un personaggio unico. Difficile descriverlo. Fuori da ogni schema. Meroni ascolta i Beatles e la musica jazz, dipinge quadri legge libri e scrive poesie. Convive nella "mansarda di Piazza Vittorio" insieme a Cristiana, la "bella tra le belle" dei Luna Park della quale si innamorò follemente tanto da presentarsi al matrimonio imposto dai genitori di lei per cercare di fermare la cerimonia. Disegna i vestiti che indossa, sui modelli di quelli dei Beatles, passeggia per Como portando al guinzaglio una gallina, si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa di Meroni e ride se la risposta è che non lo conoscono.

Convocato in Nazionale da Edmondo Fabbri, rifiuta. Il motivo è molto semplice: il ct azzurro gli ordina di tagliarsi i capelli. Gigi, per come era fatto, non avrebbe mai potuto rinunciare al suo ego, neppure di fronte ad un'opportunità del genere, quella di vestire la maglia azzurra. Accade così che la convocazione viene rispedita al mittente. Alla fine però Meroni vestirà comunque l'azzurro, nella sfortunata spedizione ai Mondiali del '66; per lui il bottino in Nazionale è di sei presenze e due reti.

Torino-Sampdoria, 4 a 2 per i granata. L'ultimo volo della farfalla. La sera, dopo l'incontro, viene convinto dal compagno di squadra Poletti ad abbandonare il ritiro. I due si dirigono verso una gelateria, stanno attraversando il corso, quando all'improvviso sopraggiunge una macchina. Alla guida un giovane di diciannove anni, grande tifoso granata e ammiratore di Gigi, Attilio Romero, che in futuro diventerà Presidente della società granata. Corsi e ricorsi storici. Inutile la corsa in ospedale, troppo gravi le fratture ed i traumi riportati. Meroni si spegne la sera stessa, lasciando dietro di sè un grande vuoto.

Ai funerali partecipano migliaia di persone per colui che fu il giocatore più amato e nello stesso tempo odiato d'Italia. Nel punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in sua memoria.

La domenica successiva alla sua morte si gioca il derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero (cosa che non è più successa). Tre gol sono messi a segno dal suo grande amico Combin che scende in campo nonostante i 39 gradi di febbre. Il quarto gol lo sigla un giovane ragazzo, Carelli. Sulle spalle porta un grande peso, la maglia numero 7.


FONTE: TORINOGRANATA

Lerda: "A Livorno voglio la continuità"

Il mister oggi è rimasto in sala stampa pochi minuti, appena dieci rispetto alla sua solita mezzora. Tuttavia ha espresso in modo coinciso e preciso i suoi pensieri. In settimana Lerda aveva già parlato alla vigilia della partita contro il Vicenza e poi mercoledì sera dopo lo stesso match. Adesso tocca pensare al Livorno, prossimo ostacolo per la risalita in classifica: "Dei 21 convocati stanno tutti bene, tranne Rivalta che infatti è rimasto a casa. La base di gioco sarà sempre la stessa, dobbiamo stare sul pezzo tutti i minuti della gara e anche del recupero. Da questa prossima partita voglio che si cominci a dare continuità ai risultati. Chiaro sarebbe troppo belle non perdere più, ma dobbiamo tornare da Livorno con un risultato utile".

Il tecnico ha poi proseguito nella sua disamina: "Io non cambio idea, giocare meglio non vuol dire che siamo femminucce. I miei giocatori hanno sempre fatto quanto io ho chiesto, però bisogna fare qualcosa in più. La qualità di gioco dà qualche possibilità in più di vittoria, ma ci vuole sempre grande spirito di gruppo. L'obiettivo è quello di non perdere, non deve calare di un centesimo la determinazione, se è successo o succederà è colpa mia".

Analizzando le ultime due prestazioni della sua squadra, Lerda ha voluto sottolineare: "A Bergamo nel periodo che abbiamo sofferto è stato merito dell'Atalanta, con il Vicenza abbiamo avuto dei demeriti noi nel loro momento migliore. Mi è piaciuto però l'atteggiamento della squadra contro il Vicenza nel secondo tempo, siamo entrati in campo con la voglia di vincere e l'abbiamo fatto. L'atteggiamento che dobbiamo avere è quello di pensare sempre che siamo il Toro e dobbiamo vincere. Anche a Livorno dobbiamo scendere in campo con queste motivazioni".

Riguardo agli avversari il mister ha spiegato: "Il Livorno l'ho visto contro il Cittadella, quando si è trovato in superiorità numerica ha espresso meglio il suo gioco. Davanti ha giocatori importanti, da Tavano, Schiattarella, Dionisi e così via. Ovvio punteranno a vincere, anche loro finora non hanno avuto grande continuità".

Guardando ai singoli c'è qualche nota di merito: "Gasbarroni quando è rientrato, ha fatto bene, come Iunco nella prima parte. Iunco ha superato il problema al pube, ha avuto altri acciacchi in partita, ma fuori da questo problema. Non ho ancora deciso se fare una staffetta tra loro due. Gasbarroni può entrare a partita in corso perchè ci mette poco tempo ad entrare subito in gara, sa sempre come giocare".

Per concludere un Lerda più tirato del solito ha puntualizzato: "Nessun alibi con le assenze, è da inizio anno che mi manca sempre qualcuno".

FONTE: TORINOGRANATA

Toro, due storie e due riflessioni

La partita di Mercoledì sera lascia in eredità parecchie storie da raccontare e qualche riflessione, ma andiamo per ordine.
Storie.
Rolando Bianchi: il ritratto della felicità, quei due gol segnati sotto la sua curva da Capitano della squadra sono stati un'iniezione di adrenalina notevole, un piccolo segno di riconoscimento del destino a chi ha voluto legare parte della sua carriera e della sua vita ad una maglia ... quella granata.
Diciamoci la verità chi da tifoso non si è mai sognato di vivere da protagonista una serata come quella?
Certo non era un Derby e nemmeno una partita contro il Barcellona, ma a furia di non "godere" mai ci si dimentica persino di come si sta quando si è felici (sportivamente parlando).
Una vittoria così lo lancia ancor di più nella storia del Toro e nei cuori dei tifosi.
Gasbarroni: criticato a prescindere da chi si considera un buongustaio del calcio a suo dire ... quante volte abbiamo sentito dire " ma dove andiamo con quel Gasparroni" (con la P).
Primo orgasmo quando con un paio di colpi di tacco si beve un cetroccampista, secondo quando slalomeggia sulla fascia, terzo quando al gol vittoria va sotto la tribuna a "sfanculare" quelli che nel riscaldamento gli suonavano le campane a morto ... per chi come noi l'ha visto in estate masticare chilometri mordendosi la lingua nel commentare le voci di mercato e il continuo rinfacciare la palla persa davanti all'area bresciana nel tentativo dell'ultimo dribbling ... una bella soddisfazione ... figuriamoci per lui.
Pensiamo che possa essere l'uomo in più per questo Toro e se al primo errore qualcuno lo incoraggia al posto di dargli sempre addosso ... vedrete!
Pratali: ha registrato la difesa, si è immolato e con Di Cesare rappresenta una bella realtà negli schemi difensivi granata ... certo ora rientra Ogbonna e lui dovrebbe accomodarsi in panca, complice la stanchezza ... vedremo se la difesa tornerà ad essere sbadata e se il colored granata riuscirà a rimanere sveglio per tutti i 90 minuti ... comunque una bella rivincita per il capogruppo degli zavorrati dall'ingaggio.
In estate ci diceva il Pampa: "Sono arrivato a Torino e mi voleva mezza serie A, oggi sembro un dilettante finito ... staremo a vedere" ed al momento ha avuto ragione lui.
Riflessioni.
Il Modulo: continuiamo a sostenere che il modulo di Lerda ha i suoi pregi, ma se gli interpreti del concerto sono messi a suonare gli strumenti sbagliati difficile che esca una bella melodia.
Il direttore d'orchestra dovrebbe aver capito l'antifona anche se non siamo certi che sconfesserà qualcuna delle sue scelte, rimettendo i giocatori nel posto giusto.
Certo che se non è "pazzo" la lezione di mercoledì sera dovrebbe insegnargli qualche cosa ... ad 8 minuti dalla fine aveva già un posto prenotato sulla corriera che lo riportava a Centallo a leccarsi le ferite, in tanti giudicavano la partita di Livorno come il canto del cigno per il figlio del Fila, sponsorizzato dal Mago del Fila Vatta ... poi un esterno di ruolo (ma che lui si, può fare la seconda punta, il GAS) al posto giusto, una seconda punta accanto al bomber, un centroccampista che gioca fra difesa e centrocampo, Obodo, finalmente nel suo ruolo ... due gol ed il biglietto per Centallo che svanisce come gli scritti nel film Ritorno al Futuro.
Si giochi pure con il modulo che si vuole, ma agli interpreti forse è meglio dare la possibilità di suonare lo strumento che conoscono ... qua da quando Lippi si è inventato Zambrotta terzino ed Ancelotti ha dato il ruolo giusto a Pirlo, tutti vogliono inventare qualche cosa.
Il Mister è bravo, capace e puntiglioso ... vedremo se riuscirà ad essere anche duttile, come qualcuno qualcuno descrive il modulo ... altrimenti il biglietto per la corriera magicamente tornerà a materializzarsi e francamente ci dispiacerebbe.
Cairo: come sempre nelle storie di calcio la vittoria è la panacea di tutti i mali e così si è passati da un "vendici la squadra" a urla di gioia dimentiche delle vicende presidenziali.
Caro Pres. vuole tornare nei cuori dei tifosi (da tanti di questi, anche se le sue azioni sono in ribasso, non è mai uscito) ... compri un bel regista e vedrà che di vittoria in vittoria magari non la faranno più Papa Urbano, ma magari Parroco della chiesa granata si.
A Livorno le conferme.

FONTE: TORINOGRANATA

mercoledì 13 ottobre 2010

PAGELLE TORINO - VICENZA 2 - 1

RUBINHO 6,5 : Quand'è che affidano i rilanci dal fondo a qualcun altro??? .....a parte i piedi poco brasiliani, il portiere granata gioca una buona partita e non ha colpe sull'auto-euro-gol di De Vezze.
D'AMBROSIO 6,5 : Becca un'ammonizione un po' troppo severa al 9' del primo tempo e salterà per squalifica la prossima col Livorno. Gioca una discreta partita e, nella confusione generale, immediatamente dopo l'autorete tira fuori gli attributi cercando di dare una scossa ai compagni con una bella sgroppata.
DI CESARE 7,5 : Bella prestazione del centrale granata che conferma le doti caratteriali. Lo si vede spesso a centrocampo a fare il regista e addirittura in attacco a cercare il gol. E' da TORO !!!
PRATALI 7 : Cerca di dare ordine alla difesa e di trasmettere sicurezza ai compagni dopo la sfortunata autorete. Piace per la personalità con cui lotta e prova anche ad attaccare dimostrando di essere migliore del Pratali degli anni scorsi.
GAROFALO 8 : Grande prestazione, a parer mio è il migliore in campo....Corre tantissimo, difende ,attacca, non solo sulla fascia di competenza. Al 13' pt colpisce la traversa con una punizione battuta in maniera magistrale.
DE VEZZE 6 : Peccato aver sbagliato porta in occasione dell'auto -euro -gol al 20' pt . Cerca di riscattarsi e lotta come un leone. Anche lui ammonito, salterà la gara col Livorno.
ZANETTI 6,5 : Fa il guerriero in mezzo al campo cercando ( cosa che, onestamente, non ci aspettavamo...date le sue straordinarie doti tecniche...) di impostare il gioco...e ...la stranezza è che qualche volta ci riesce con lanci interessanti per i compagni. ( dal 17' st OBODO 6,5 : dimostra, come del resto ci si aspettava, di saper giocare nel suo vero ruolo ).
LAZAREVIC 7,5 : All' 8' pt impensierisce il portiere avversario con un tiro da fuori area parato in 2 tempi; è protagonista di molti degli affondi granata con cui guadagna molti falli e al 37' st guadagna il rigore che ci porta in situazione di pareggio e costringe l'arbitro ad espellere Bastrini, lasciando il Vicenza in 10.
STEVANOVIC 6,5 : Nel primo tempo combina poco e spesso appare spaesato, ma si impegna . Al 33' pt impegna il portiere avversario e sulla ribattuta è sfortunato e colpisce il palo.Nella ripresa entra con un altro piglio ma viene sostituito. ( dal 8' st GASBARRONI 7 : è in gran spolvero e gioca con grinta e maggior concetezza rispetto al solito. Al 33' lambisce la traversa con un gran tiro dalla distanza. )
IUNCO 6,5 : Non è ancora al top e si vede, ma il soldatino granata si impegna tantissimo e esce stremato. Al 6' pt crossa e si vede respingere la palla con un mani evidentissimo ma l'arbitro non assegna il rigore; meglio quando si gioca sulla fascia sinistra ( dal 25' st PELLICORI 6,5 : Il suo calcio "ignorante" stasera è efficace...è sua la sponda per la stupenda rete del capitano al 47'st ; lotta e cerca di aiutare i compagni, oltre a liberare spazi importanti per il nostro Rolly)
BIANCHI 8 : Lo si vede lottare e fare a sportellate con gli avversari in tutte le zone del campo da vero capitano... e da VERO CAPITANO realizza con freddezza il rigore del pareggio granata. Subito dopo lo vediamo a metà campo a suonare la carica come farebbe qualunque capitano dell'EPICA GRANATA.... Dopo pochi minuti realizza una rete BELLISSIMA....Al termine dell'incontro chiama i compagni a raccolta sotto la curva e lancia la maglia e tutto il resto in curva restando in slip per la gioia delle nostre tifose. MITICO IL NOSTRO ROLANDO FURIOSO !!!
ALL. LERDA 6,5: vince, azzecca i cambi e il suo TORO attacca tutti i 90' , ma la squadra deve capitalizzare di più le occasioni che ha.

Evito di dare un voto all'arbitro Pinzani perchè è meglio così....