sabato 25 dicembre 2010
Muoiono di freddo - CronacaQui lancia un appello: dona un sacco a pelo ai clochard
Un appello che non è caduto nel vuoto. Il sindaco Sergio Chiamparino ha anche chiesto come fare a partecipare in prima persona all'iniziativa: «Datemi gli estremi per la donazione, sono pronto a fare la mia parte». «Da sindaco, invece, dico che le strutture per l'accoglienza ci sono, peccato che abbiano dei tassi di presenza del 35 per cento. In troppi guardano ancora con diffidenza i dormitori pubblici». E non appena ha avuto notizia del nostro appello per la vita, il presidente della Regione Roberto Cota ha immediatamente dato ordine ai propri uffici di attivarsi per sostenere in ogni modo i senzatetto: «Alla meritoria iniziativa di CronacaQui non può non andare il mio plauso ed incoraggiamento - ha commentato il Governatore -. Sono orgoglioso come piemontese che Torino possa contare su un quotidiano genuino e sempre in presa diretta con la quotidianità vera dei nostri cittadini, oltre che capace di grandi momenti di solidarietà come questa campagna. Già da oggi darò disposizione a tutti gli uffici regionali competenti di offrire un concreto supporto all'iniziativa. Anche la Regione farà la sua parte e non si tirera' indietro». Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il presidente della Provincia Antonio Saitta: «L'iniziativa di Cronaca Qui è meritevole per la sensibilità e la tempestività che anche in questo caso contraddistingue la testata. La Provincia di Torino è disponibile a collaborare per quanto possibile: il freddo di questi giorni così pungente potrebbe anche delineare un intervento di protezione civile nei confronti dei clochard e se la Regione Piemonte deciderà di intervenire faremo come sempre la nostra parte».
Intanto, ieri sera è iniziata la distribuzione dei primi sacchi a pelo, prima tra gli uomini e le donne in coda per un pasto caldo alla mensa degli Asili Notturni Umberto I di via Ormea e poi tra i diseredati che ogni sera si raccolgono sotto i portici di Porta Nuova. Tante storie e un'unica parola: «Grazie di cuore, fossero tutti come voi».
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI...GRANATA E NON
Con la speranza che questa festa del Signore aiuti tutti noi a stare vicini alle nostre famiglie, a chi ha bisogno e che l'anno nuovo sia prospero calcisticamente per il nostro amato TORO e un anno ricco di amore e speranza per TUTTI....
AUGURI DI SINCERO CUORE
LO STAFF DI CULTURA GRANATA
giovedì 2 dicembre 2010
TC Giuristi Granata, Lettera al Presidente Cairo
Signor Presidente,
la cosa che dovrebbe stupirla è il gran numero di destinatari cui questa lettera è inviata per conoscenza (saranno tutti o quasi, in tempi brevi, raggiunti via e-mail o altrimenti): Le garantisco che avrebbero potuto essere facilmente molti e molti di più...è per darle un'idea approssimativa del numero di persone, di ogni genere, alle quali interessa il Toro: un vero “popolo”.
Sono passati quasi 6 anni da che Lei ha preso la presidenza del Torino, sono passati quasi 4 anni da che, insieme ad alcuni amici giuristi uniti dalla passione per il Toro, ho fondato il club dei Giuristi Granata, ultimo arrivato di altre realtà ben più numerose e rappresentative.
Da fondatore di un club la mia prima preoccupazione è stata quella di cercare di introdurmi un po' di più nel mondo granata; un mondo che avevo frequentato sin da bambino allo stadio senza però mai preoccuparmi di conoscere le personalità che si muovono attivamente attorno a quella che è una passione assolutamente fuori dal comune.
Bene. Ho incontrato tante persone veramente eccezionali, possedute da una dedizione che farebbe invidia alle più grandi ONLUS presenti sul territorio nazionale.
Se ne è accorto Presidente?
Tante persone (e ce ne sono moltissime altre rispetto a quelle che sopra menziono) aspettano solo di trovare qualcuno che le indirizzi verso un obiettivo comune che tutti hanno a cuore: il bene del Torino e la prosecuzione di una tradizione popolare e sportiva che non ha probabilmente paragone in Italia sul piano affettivo e passionale.
Lei sino ad oggi non si è occupato di ciò a parte, forse, nel breve spazio della giornata del centenario e della marcia da piazza Solferino al Filadelfia (dove ho una bella foto che mi ritrae con Lei e mia figlia).
E le conseguenze purtroppo si vedono: una parte della tifoseria non sentendosi mai considerata adesso si ribella, a volte anche con inaccettabile violenza.
Il malumore però non è solo di ultras non corteggiati o magari non foraggiati come un tempo ma ormai aleggia anche in componenti meno estreme.
Perchè? Provo a darLe una risposta. Sino ad oggi Lei ha soprattutto pensato all'aspetto tecnico dell'allestimento della squadra (con
risultati purtroppo altalenanti sotto gli occhi di tutti) ma il Torino non è solo una squadra di calcio: è la storia di una città e di tanti suoi abitanti che si incarnava e si incarna in luoghi e persone; e questa storia, in passato, a volte, ha prodotto il miracolo di trasferirsi, magicamente, nei giocatori granata, giovani o maturi che fossero.
Qualcuno Le avrà raccontato di un vivaio che fino all'era del Suo collega Calleri era il bacino dal quale la serie A attingeva il maggior numero dei suoi giocatori.
Quando ero ragazzo mi recavo nella sede di C.so Vittorio Emanuele,77 e lì c'era il cuore della società. Ma nello stesso palazzo vi era anche il circolo dei soci, ossia un bel luogo di aggregazione tra i “notabili” granata.
c.a. Presidente Renzo Zambito
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Poi potevi uscire e andavi allo Stadio Filadelfia dove la squadra si allenava e “respirava” forza e storia: l'assorbiva praticamente per osmosi ed a noi tifosi accadeva ed accade ancora oggi la stessa cosa. Io non ho mai visto giocare il Grande Torino su quel prato, eppure, ogni volta che ci vado, mi emoziono.
Fuoriclasse stranieri che erano stati al Real Madrid ed al Flamengo come Martin Vazquez e Junior confermano di avere provato tra quelle mura sensazioni positive indimenticabili.
Lei Presidente, in quella micidiale estate del 2005 ha raccolto un Toro vuoto, rimasto un puro nome. Sopravviveva solo il marchio (neppure l'originale ovviamente, dato il fallimento) e la gente. La gente granata, me compreso, Le ha tributato un grandissimo affetto: Lei ha salvato il Toro. Ma sono passati 5 anni e niente di quello che era del Toro è stato ricostruito.
Il Toro, a parte i contratti con i dipendenti, dai calciatori alle segretarie, non ha ancora nulla di veramente suo (una sede, un campo, un pullman...) e forse anche la stessa struttura dirigenziale è ancora troppo leggera. Tutte le strutture amministrative dovrebbero essere riportate all’interno della società, a Torino, sgravando il direttore sportivo da qualsiasi incombenza gestionale per dedicarsi interamente al settore di competenza.
Un ultimo appunto Le rivolgo circa il rapporto con i tifosi.
I tifosi del Torino se la prendono più di altri..., i tifosi del Torino sentono la squadra come un pezzo del loro cuore....
Soprattutto in una città come Torino, essere del Toro ha sempre voluto dire essere qualcosa di diverso da altro. E quel che è più interessante è che questo essere diverso era, in verità, un modo di essere più vero, radicato e antico di quello tinto a strisce; quindi, da sempre, sul territorio piemontese la nostra realtà ha affascinato un numero di persone più elevato di quell'altra realtà, sostenuta più che altro da una famiglia ricca di potere e denaro. E non c'erano scudetti e coppe che tenessero.
E grazie alla leggenda del Grande Torino ed al fascino della maglia granata, che un tempo ha girato il mondo, il Toro ha un certo seguito e gode di diffusa simpatia anche in luoghi lontani dalla sua città, come testimoniano ad esempio i numerosi club non piemontesi.
Il pubblico del Toro è così, il Suo pubblico, Signor Presidente, è così.
Non lo affascinerà mai troppo con effetti speciali televisivi o telematici, riuscirà però a facilmente a coinvolgerlo, anche e soprattutto, ricostruendo tutto ciò che ha fatto grande il Toro: i suoi luoghi, la sede ed il Filadelfia, da sempre spazi aperti di partecipazione, nonchè la sua brillante scuola calcio che traeva energia dai medesimi luoghi.
Solo da ciò potranno ripartire, ne sono certo, immancabilmente, risultati sportivi stabili come il Toro merita di avere. Bisogna neutralizzare il progressivo smantellamento degli ultimi 20 anni e ricominciare a costruire...tutti insieme, per il Toro.
Oltretutto le possibilità odierne potrebbero ben consentire alla società di trarre da un pubblico come quello granata anche buona parte delle risorse necessarie al sostentamento di un dignitoso programma sportivo.
Una parte della tifoseria si rivolge a Lei al grido di “Nero e Oro finchè non vendi il Toro” io invece preferisco rivolgerLe un appello: riconquisti il Toro ed i suoi tifosi come un Presidente del Toro deve saper fare...se solo lo vuole.
Tutti avremmo solo da guadagnarci.
Peraltro chiunque altro venisse al Suo posto dovrebbe utilizzare la stessa ricetta per cavare fuori qualche cosa di buono, stabile ed anche redditizio dal Toro.
Per cui, quella che indico con questa lettera è una via buona per tutti i Presidenti. Ma cerchi di capirlo Lei ora, Presidente, La prego! Ci chiami: provi a coinvolgerci e ne verifichi i risultati. Quelli cui indirizzo la presente per conoscenza sono nomi di noti granata ovvero semplicemente i
soggetti che meglio ho conosciuto in questi anni ed ho visto con i miei occhi attivi di passione, oppure persone segnalatemi da amici tifosi: alcuni oggi le sono ostili ma rappresentano comunque un vivo pezzo di popolo granata che non si può schienare.
Unisca questo popolo sui progetti!
Le nebbie delle ipoteche sul Filadelfia si sono diradate...il quartiere Granata è pronto da realizzare a far da contraltare all’altro, così immerso nelle nebbie e vicino alle carceri cittadine. Tanto per cambiare, ma è giusto così, al Toro è offerta l'occasione di continuare a rappresentare veramente la città, facendo propria una zona infinitamente più significativa dal punto di vista storico per Torino rispetto a quella che ha deciso di occupare l'altra squadra.
La prenda Presidente, per sé ma soprattutto per il Toro!
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Ci faccia fare, un giorno, quella passeggiata che tutti noi tifosi granata sogniamo, da un Filadelfia ricostruito ad uno Stadio Olimpico “Grande Torino”, tutti insieme la Domenica, per andare a vedere i nostri ragazzi competere magari finalmente su palcoscenici sportivi più consoni al blasone della società.
Non commetta però l'errore di considerare questo popolo granata un “disturbo” a Lei conducente. Non lo è. Ne faccia la sua principale risorsa, perchè è la principale risorsa del Toro! Se Le interessa lavorare a questa idea mi chiami, ci chiami.
Molti sono sicuro risponderanno: presente! Altrimenti, se una sfida così Le sembra troppo grande, ci lasci a qualcuno che possa affrontarla... Mi scuso infine con tutti gli altri numerosi tifosi granata e gli altri club cui avrei dovuto direttamente
indirizzare la presente per conoscenza: ma se questa lettera sarà, come mi auguro, l'inizio di un cammino, finalmente comune, con Lei o con chiunque altro eventualmente Le succederà, li recupereremo tutti lungo la strada.
Si sarà anche accorto che mi sono permesso di disturbare, inviando loro la presente, anche molti tifosi “noti” a livello nazionale o regionale, in quanto sinceramente penso che anche loro potrebbero essere una preziosa risorsa per il rilancio del nostro amato Club.
Vede, il segreto è tutto qui, il Toro deve tornare ad essere un Club, come un tempo lo è mirabilmente stato; perchè noi granata siamo tra i pochi tifosi, se non gli unici, almeno in Italia, che concepiamo la squadra del cuore come un Club, ossia come qualcosa di cui noi ci sentiamo veramente e vorremmo sentirci, parte viva.
La saluto cordialmente e confido quindi in una Sua sollecita convocazione degli “stati generali granata”, felice espressione recentemente usata in una lettera sul sito di Toro Mio dall'amico Andrea Morè.
TORO!
Concludo infine gridando a tutti coloro che leggeranno questa lettera: FATEVI VIVI E FORZA
Il Presidente dei Giuristi Granata Toro Club Marco Filippi Avv. Massimiliano ROMITI
ARTICOLO TRATTO DAL SITO: www.torinogranata.it
giovedì 18 novembre 2010
NON E' SEMPRE UN "TESORO" SE LUCCICA...
Pro Patria, un conto corrente per salvare la società biancoblu
Si chiama “La Tigre nel Cuore” l'iniziativa firmata dal comune per salvare la Pro Patria. Un conto corrente aperto al Credito Valtellinese raccoglierà le offerte di tutti i tifosi che vorranno contribuire. Il loro contributo, anche minimo, potrà permettere alla società biancoblu di continuare a vivere. Il conto è intestato, per il momento, al sindaco Gigi Farioli e all’assessore Alberto Armiraglio: si tratta del primo passo di una più ampia operazione di salvataggio e rilancio, reso possibile da una forma virtuosa di collaborazione tra i vertici dell’Amministrazione comunale e delle società partecipate che non incide minimamente sui conti pubblici, anche grazie alla disponibilità di professionisti che già collaborano con il Comune e con le società (lo stesso Credito Valtellinese svolge il ruolo di tesoriere per l’Amministrazione).
Il sindaco conferma che c'è fibrillazione attorno alla società come mai in precedenza: "Sembra che gli imprenditori bustocchi hanno deciso di farsi sentire per salvare la nostra gloriosa Pro Patria - ha detto il sindaco -. Non escludo, dopo la costituzione di questo consorzio (la firma davanti al notaio è prevista per oggi alle 18, ndr), non si pensi addirittura ad un'iniziativa per acquisire la squadra con un obiettivo di un certo livello, la Serie B". Il sindaco freme e sembra che qualcosa si stia muovendo a livello imprenditoriale anche se è troppo presto per parlarne: "Non possiamo mettere a rischio un progetto così importante - continua Farioli -. Intanto sono già avviati i contatti con le forze imprenditoriali ed economiche interessate a partecipare al salvataggio della società".
Non è esclusa nemmeno una partecipazione dei tifosi a livello di azionariato, come proposto da un tifoso su Varesenews qualche giorno fa. Si anticipa infine che nella giornata di sabato 20 il sindaco Farioli incontrerà Savino Tesoro che, come già ampiamente annunciato nei giorni scorsi, non ha pagato i contributi per regolarizzare la posizione della società mettendo a rischio penalizzazione una società che è prima in classifica nel girone A del campionato di Seconda Divisione.
ARTICOLO TRATTO DA : www.tuttolegapro.com
venerdì 5 novembre 2010
Regione, due milioni alla Juve per il ritiro estivo in Piemonte
Obiettivo dell'assessore allo Sport e al Turismo Alberto Ciro: evitare che la società bianconera opti ancora per Pinzolo, nel Trentino, e promuovere il territorio. "Pronti a dare una mano anche al Toro"
di DIEGO LONGHIN L'impegno economico? Circa due milioni di euro. A tanto ammonterebbe lo sforzo in quattrini che la Regione si dovrebbe accollare, non da sola, per "sponsorizzare" e soprattutto convincere la Juventus e riportare dentro i confini del Piemonte il ritiro estivo del club guidato da Andrea Agnelli.
E la trattativa è entrata nel vivo, anche perché l'obiettivo dell'assessore allo Sport, Turismo e Istruzione, Alberto Cirio, è di evitare che la società bianconera opti ancora per Pinzolo, nel Trentino che non ha intenzione di mollare ad altri la presenza bianconera (in lizza c'è pure Sestriere). "La Juventus è un marchio importante - sottolinea Cirio - pensiamo ad una collaborazione su più livelli, a cominciare dai ritiri estivi, sia quello grande da 20 giorni sia quello piccolo da 5, in due località differenti e con ricadute turistiche importanti. E poi l'apertura al pubblico del nuovo stadio Juve dovrà essere visitabile come i grandi impianti europei: favorirà la promozione del Piemonte in occasione delle partite che si giocheranno all'estero". Cirio ha dato mandato a Finpiemonte di fare uno studio sulle ricadute economiche e turistiche del ritiro del club bianconero nel Trentino. Ma l'osservatorio provinciale del turismo del Turismo ha calcolato in 4,2 milioni il giro di affari prodotto nel solo 2009.
L'impegno economico è di quelli rilevanti, soprattutto in un periodo di vacche magre e di tagli. E Cirio ha iniziato a battere cassa. Alla fine la Regione potrebbe dare tra un milione e un milione e mezzo, il resto dovrebbe essere a carico delle Atl, dei Comuni coinvolti nell'operazione e, perché no, di Unioncamere Piemonte, l'associazione delle Camere di Commercio della regione guidata da Ferruccio Dardanello. E l'assessore Cirio ha chiesto proprio a Dardanello, cuneese, se l'ente può sostenere una parte della spesa per riportare il ritiro bianconero a casa. La risposta non è stata delle più promettenti: "Il progetto è stato considerato interessante, ma tutti devono fare i conti con i bilanci magri", spiega Cirio.
Ma l'assessore, fede calcistica a parte, non vuole lasciar perdere nemmeno il Torino Calcio e sta esaminando la pratica Filadelfia. Lo scopo sarebbe quello di partecipare nella Fondazione con una quota pari a quella del Comune di Torino, circa 3 milioni e mezzo, e accompagnare al ricostruzione del luogo simbolo del popolo granata. "Cosa si può fare? Ricostruire lo stadio oppure creare un monumento alla memoria? La giunta Cota - dice Cirio - al contrario di quello che è successo nei cinque anni precedenti vuole ricostruire un rapporto con le storiche società di calcio del Piemonte. Il presidente ha già parlato della questione con il sindaco Chiamparino".
Non è la prima volta che la Regione pensa e fa operazioni di questo tipo. Già nell'era Enzo Ghigo si era raggiunto un accordo con la campionessa di sci Stefania Belmondo, ma in un periodo di tagli indiscriminati, a partire dai quattrini necessari per pagare le borse di studio, è opportuno impegnare soldi in questi capitoli. "Ogni euro investito dovrà avere un ritorno certo in ambito turistico - sottolinea Cirio - altrimenti non proseguiremo con il progetto. E poi si tratta di un piano pluriennale, di ampio respiro".
Tratto da Repubblica (04 novembre 2010)
lunedì 1 novembre 2010
Un po' di storia recente...
Alla luce delle recenti prese di posizione da parte di una parte della tifoseria, si presenta l'occasione per ragionare tutti insieme basandosi primariamente su fatti inopinabili:
