La Russia e tutto il mondo dell'hockey su ghiaccio sono sconvolti dalla tragica scomparsa di quasi tutti i componenti del Lokomotiv Yarovslav, una delle più importanti squadre del Paese. Il Lokomotiv era
a bordo dell'aereo di linea schiantatosi nei pressi del fkume Volga.
L'apparecchio era diretto a Minsk, dove il club avrebbe dovuto disputare
la prima partita stagionale. Delle 45 persone a bordo se ne sono salvate solo due.
L'aereo è caduto mentre stava prendendo quota, ha preso fuoco e
si è spezzato in due scaraventando i cadaveri, che stanno venendo
ripescati dai soccorsi, nel fiume Volga. Sull'aereo c'era l'intera prima
squadra assieme a quattro primavera aggregati più il personale di
bordo. Il ministero per le situazioni di emergenza russo ha fatto sapere
che ci sono solo due superstiti: l'attaccante Alexander Galimov,
ustionato sull'80% del corpo e in fin di vita, e un ingegnere di volo.
La tragedia è accaduta alle 13.05 italiane: si ripete un gravissimo
incidente causato da apparecchi vecchi, in questo caso un Yakovlev-42, e
appartenenti ancora al parco mezzi dell'ex-Unione Sovietica.
Il Lokomotiv Yarovslav era
salito negli ultimi anni ai vertici dell'hockey russo e della
Kontinental League, la principale lega nazionale. L'allenatore era un
canadese, nell'organico del team anche uno svedese, tre cechi e uno
slovacco. Il Lokomotiv aveva chiuso al terzo posto la stagione 2011 e
aveva vinto per tre volte la sua "conference" nel 1997, 2002 e 2003. La società per ora ha rilasciato solo una comunicazione ufficiale: "All'inizio non volevamo crederci ma adesso non abbiamo più speranze: la nostra squadra se n'è andata". La prima giornata della Kontinental League è stata sospesa.
Il presidente russo Dmitry Medvedev ha annunciato che visiterà il luogo del disastro nella giornata di giovedì. Intanto gli appassionati di hockey a Mosca si stanno radunando in piazza Rossa per onorare le vittime. A Minsk sono state lasciate corone di fiori davanti allo stadio dove il Lokomotiv Yaroslav avrebbe dovuto giocare.
Notizia tratta dal sito Tgcom.it
mercoledì 7 settembre 2011
FACCE DA TORO ?
Sembrerà un giochetto "lombrosiano" ma spesso da bambino guardando le figurine Panini mi chiedevo se si trattava di una "faccia da TORO"....beh...spesso questa maglia ad alcune persone sembra essere stata cucita addosso dalla nascita....vediamo alcuni nuovi arrivi che effetto fanno in granata...e....considerando che il mondo attuale è troppa immagine e poca sostanza si potrebbe provare a giocare insieme ..... a voi l'ardua sentenza....
Come li vedete questi ragazzi con la NOSTRA maglia?
Ovviamente cominciamo da mister Ventura....
Per poi proseguire col grintoso Basha.....
Rimanendo a centrocampo...Iori....
....e Vives....
...per la difesa...Darmian....
...e Gilk....
...il portiere Coppola....
...ed ora gli esterni offensivi.... Stevanovic....
...i giovani talenti ex milanisti Verdi e Oduamadi....
...Guberti....
Come li vedete questi ragazzi con la NOSTRA maglia?
Ovviamente cominciamo da mister Ventura....
Per poi proseguire col grintoso Basha.....
Rimanendo a centrocampo...Iori....
....e Vives....
...per la difesa...Darmian....
...e Gilk....
...il portiere Coppola....
...ed ora gli esterni offensivi.... Stevanovic....
...i giovani talenti ex milanisti Verdi e Oduamadi....
...Guberti....
...ed il potente attaccante Ebagua...
....allora....che ne pensate?
martedì 6 settembre 2011
Elvis e il suo passato
Stagione 2005- 2006: il Torino grintoso ed arrembante, da poco fallito ma mantenuto ed iscritto in serie B dai lodisti, e, successivamente, rilevato dall'attuale presidente Cairo, durante il mercato di gennaio acquista in comproprietà il giovane 24enne attaccante Elvis Abbruscato dall'Arezzo per 1 milione di euro...
La squadra granata, candidata alla promozione in A, lo impegna in diverse occasioni, ma Elvis non riesce a dimostrare quella qualità e determinazione sotto porta, che lo hanno distinto e caratterizzato ai tempi dell'Arezzo.
Nel complesso gioca 18 partite segnando 5 reti, le quali furono fondamentali alla rincorsa per la promozione da parte del Toro, che nell'ultima giornata, nonostante la vittoria per 3-0 contro la Cremonese, non riesce a raggiungere la promozione diretta.
La società granata si ritrova, alla fine del campionato, terza, dovendosi giocare così i playoff.
Elvis va in rete nella finale di andata a Mantova, e si ripete al ritorno, vedendosi annullare al 93º il goal della possibile promozione granata, arrivata comunque dopo i supplementari. Nel 2006-2007 debutta finalmente in serie A con i granata, che nel frattempo lo hanno acquistato per intero dall'Arezzo per una cifra complessiva di 4,7 milioni di euro. Nella sua prima stagione in A gioca 29 partite e realizza solo 3 reti, di cui 2 arrivano con una splendida doppietta ai danni dell'Udinese Tuttavia, complice una stagione non esaltante, viene messo nella lista dei cedibili.
Nel 2007-2008, ceduto in comproprietà al Lecce, forma con Tiribocchi uno dei tandem offensivi più pericolosi della serie B, in 40 partite segna 15 reti, molte delle quali sono determinanti per la promozione del Lecce in A.
Nel giugno 2008 il Torino sorprendentemente lo riscatta alle buste con un'offerta di 2 milioni , dimostrando la volontà di puntare su di lui per la stagione. Abbruscato inizia con determinazione il suo campionato, andando a segno contro l'Inter dopo 3 giornate.
Una brutta caduta durante la partita col Siena, tuttavia, gli procura una rottura frammentaria al perone, che ha rischiato di compromettere la sua carriera. Il 2 dicembre 2008 viene operato per ridurre la frattura e per la ricostruzione della capsula articolare mediale della caviglia destra.
Ad agosto 2009 passa al Chievo ( serie A ) in comproprietà, realizzando 2 reti in 15 apparizioni ed il Chievo non lo riscatta e rientra al Toro che lo cede al Vicenza nell'operazione che porterà Sgrigna a vestire il granata.....Nel Vicenza vive una delle sue migliori stagioni chiudendo con 19 reti all'attivo e il titolo di vice-capocannoniere.
Nel campionato in corso, rimasto al Vicenza in B, ha all'attivo una sola rete....riuscirà a segnare la seconda domenica sera contro il Toro???
Noi, ovviamente, ci auguriamo di no....ma riflettiamo sul fattore che uno dei migliori attaccanti della serie B degli ultimi anni sia riuscito in 2 campionati e mezzo a segnare solamente 8 reti in campionato con la maglia del Torino ( di cui 4 in A ) .....infortuni permettendo sono un po' pochini, considerato il prezzo pagato per il giocatore.....
Adesso, con Petrachi direttore sportivo certi acquisti strapagati non si fanno più ed è un bene, perchè al di là del valore del calciatore in questione, se il Torino è in serie B ciò è dovuto anche ad una serie di errori di mercato che ci portano ad avere tuttora calciatori inutili (o comunque non fondamentali nell'economia della squadra) e dall'alto ingaggio sul groppone ( vedi Pratali e Gasbarroni)... chissà chi farà più gol a fine campionato ? Lo Sgrigna rigenerato dalla cura Ventura o l'ex granata Abbruscato......
Io sono sicuro che la palma del migliore, anche nel caso in cui dovesse segnare qualche rete in meno, sarà di Alessandro Sgrigna.....
La squadra granata, candidata alla promozione in A, lo impegna in diverse occasioni, ma Elvis non riesce a dimostrare quella qualità e determinazione sotto porta, che lo hanno distinto e caratterizzato ai tempi dell'Arezzo.
Nel complesso gioca 18 partite segnando 5 reti, le quali furono fondamentali alla rincorsa per la promozione da parte del Toro, che nell'ultima giornata, nonostante la vittoria per 3-0 contro la Cremonese, non riesce a raggiungere la promozione diretta.
La società granata si ritrova, alla fine del campionato, terza, dovendosi giocare così i playoff.
Elvis va in rete nella finale di andata a Mantova, e si ripete al ritorno, vedendosi annullare al 93º il goal della possibile promozione granata, arrivata comunque dopo i supplementari. Nel 2006-2007 debutta finalmente in serie A con i granata, che nel frattempo lo hanno acquistato per intero dall'Arezzo per una cifra complessiva di 4,7 milioni di euro. Nella sua prima stagione in A gioca 29 partite e realizza solo 3 reti, di cui 2 arrivano con una splendida doppietta ai danni dell'Udinese Tuttavia, complice una stagione non esaltante, viene messo nella lista dei cedibili.
Nel 2007-2008, ceduto in comproprietà al Lecce, forma con Tiribocchi uno dei tandem offensivi più pericolosi della serie B, in 40 partite segna 15 reti, molte delle quali sono determinanti per la promozione del Lecce in A.
Nel giugno 2008 il Torino sorprendentemente lo riscatta alle buste con un'offerta di 2 milioni , dimostrando la volontà di puntare su di lui per la stagione. Abbruscato inizia con determinazione il suo campionato, andando a segno contro l'Inter dopo 3 giornate.
Una brutta caduta durante la partita col Siena, tuttavia, gli procura una rottura frammentaria al perone, che ha rischiato di compromettere la sua carriera. Il 2 dicembre 2008 viene operato per ridurre la frattura e per la ricostruzione della capsula articolare mediale della caviglia destra.
Ad agosto 2009 passa al Chievo ( serie A ) in comproprietà, realizzando 2 reti in 15 apparizioni ed il Chievo non lo riscatta e rientra al Toro che lo cede al Vicenza nell'operazione che porterà Sgrigna a vestire il granata.....Nel Vicenza vive una delle sue migliori stagioni chiudendo con 19 reti all'attivo e il titolo di vice-capocannoniere.
Nel campionato in corso, rimasto al Vicenza in B, ha all'attivo una sola rete....riuscirà a segnare la seconda domenica sera contro il Toro???
Noi, ovviamente, ci auguriamo di no....ma riflettiamo sul fattore che uno dei migliori attaccanti della serie B degli ultimi anni sia riuscito in 2 campionati e mezzo a segnare solamente 8 reti in campionato con la maglia del Torino ( di cui 4 in A ) .....infortuni permettendo sono un po' pochini, considerato il prezzo pagato per il giocatore.....
Adesso, con Petrachi direttore sportivo certi acquisti strapagati non si fanno più ed è un bene, perchè al di là del valore del calciatore in questione, se il Torino è in serie B ciò è dovuto anche ad una serie di errori di mercato che ci portano ad avere tuttora calciatori inutili (o comunque non fondamentali nell'economia della squadra) e dall'alto ingaggio sul groppone ( vedi Pratali e Gasbarroni)... chissà chi farà più gol a fine campionato ? Lo Sgrigna rigenerato dalla cura Ventura o l'ex granata Abbruscato......
Io sono sicuro che la palma del migliore, anche nel caso in cui dovesse segnare qualche rete in meno, sarà di Alessandro Sgrigna.....
Di chi è il Toro?
Il dubbio si
insinua, perché la domanda in realtà non è retorica nonostante per molti
la risposta sia scontata. Evidente forse, uguale per tutti certamente
no.
Il
Toro è una società sportiva, quindi il suo possesso è di chi investe in
essa del denaro o è di chi sopravviverà per sempre come memoria storica
e linfa vitale? E’ del presidente di turno o della tifoseria granata?
La
risposta più semplice e pragmatica è una soltanto: una società privata è
ufficialmente intestata al suo presidente che, salvo titoli onorari di
facciata, è anche colui che guadagna o perde denaro a seconda della sua
competenza gestionale. Il Torino Fc è dunque di Urbano Cairo.
La
seconda possibilità è certamente più romantica, ma al contempo tortuosa
da argomentare. Una società sportiva che voglia esistere a dispetto dei
risultati e delle successioni presidenziali ha a disposizione una sola
costante: la tifoseria. Passano i proprietari, scorrono gli album di
figurine, sulla panchina si siede un allenatore dopo l’altro, ma i
colori sono sempre gli stessi e a sventolarli ci pensano per decine e
decine di anni i medesimi volti; scomparsi quelli a rimpiazzarli sono
spesso i familiari, gli amici di tutta una vita, i fratelli di tifo…
Dovendo
preoccuparsi di non azzardare risposte decontestualizzate dall’economia
contemporanea, tanto la prima quanto la seconda possibilità
risulterebbero parziali. Nel calcio dei contratti faraonici e delle
ingenti spese gestionali è realmente difficile chiudere tutte le
stagioni in attivo, quindi qualche facoltoso imprenditore che di tasca
propria rimpinguerà le casse societarie ci vorrà sempre. Tra i contratti
faraonici non si devono considerare solo quelli generosamente elargiti
ai giocatori, ma anche quelli legati alla produzione multimediale: in
base a cosa si spartiscono i ricavi di radio e televisioni? Tra gli
altri fattori anche in base al bacino di utenza ed al numero di tifosi
acclarati. Quindi più tifosi ci sono e più potenziali soldi ha a
disposizione una società sportiva.
Il
circolo vizioso si spezzerebbe con l’azionariato popolare, la qual
pratica è tuttavia sostanzialmente sconosciuta in Italia; premettendo
che la sua effettiva stabilità non è ancora stata testata a sud delle
Alpi, si consideri che il nostro è un paese in cui il potere politico si
lega molto più facilmente ai singoli individui, dunque i dubbi circa
l’efficienza dell’azionariato restano. La realtà, piaccia o meno, è
comunque che attualmente il Toro non è gestito con questo sistema,
sicchè la domanda “di chi è il Toro” continua a porsi in essere.
Razionalmente
si ha l’impressione che in caso di realtà medio-grandi, qual è
potenzialmente la piazza granata, la scelta più comoda possa ricadere in
una diplomatica via di mezzo tra presidente proprietario e tifoseria.
In Italia nemmeno Moratti, sicuramente l’unico vero magnate benefattore
del calcio, potrebbe rinunciare a cuor leggero alle decine e decine di
milioni legate a diritti tv e merchandising. In assenza di un vero
nababbo in grado di considerare inezie 40 o 50 milioni di euro,
qualunque proprietario avrà sempre bisogno di un background solido che
possa consentire entrate costanti in grado di ammortizzare i suoi
esborsi personali.
Dunque,
si configura una realtà di interdipendenza tra le parti il cui
obiettivo primario dovrebbe essere unico per entrambe. Giunti a questo
punto gli schieramenti proliferano.
Chi
ci garantisce che il presidente non sia un profittatore a caccia di
popolarità e soldi facili? A maggior ragione riferendosi ad Urbano Cairo
il dubbio potrebbe essere giustificabile: preso il Toro a poche
migliaia di euro, avrebbe potuto speculare tranquillamente. D’altro
canto, ribatte lo schieramento contrapposto, gli investimenti fatti in
questi anni sono sotto gli occhi di tutti: non si può oggettivamente far
finta di non notare gli acquisti relativamente onerosi e, soprattutto, i
contratti troppo remunerativi a giocatori che hanno successivamente
deluso a livello umano e sportivo.
Sul
tema: chi ci garantisce, ad ogni buon conto, che la tifoseria
organizzata non abbia interessi economici nel prediligere questo o quel
presidente? Come si può dar credito alle parole di chi afferma
orgogliosamente “meglio falliti piuttosto che con tizio”? Per contro, la
replica è semplice: fino ad ora abbiamo assistito a contestazioni nei
confronti di tutti gli ultimi cinque presidenti, quindi la garanzia che
non ci siano interessi dietro se non il bene della squadra è presto
dimostrata.
Una
domanda sorge a questo punto spontanea: chi ci garantisce, alla fine
della fiera, che società e tifosi stiano realmente facendo il possibile
per il bene della squadra? Non volendo schierarsi né con l’una, né con
l’altra parte, si direbbe che la lotta si sta spostando su un piano
prettamente personale: da un lato un imprenditore molto orgoglioso che
non accetta né la sconfitta né soggiace alle minacce, dall’altro una
fazione che identifica con il demonio l’uomo che, primo in quasi
vent’anni, non è scappato a gambe levate non appena il malumore è
sfociato in contestazioni esplicite e violente. Da un lato una persona
troppo impegnata a difendersi dalle stoccate, dall’altro un gruppo
morbosamente attirato dagli affondi. In mezzo, come uno scudo ormai
logoro dalle mille e più percosse, il povero torello ormai esangue.
In
un momento così delicato, alla faccia della logica più ferrea o della
burocrazia più minuziosa, il Toro potrebbe essere semplicemente del
primo che si preoccuperà realmente di proporsi positivamente in nome di
una seppur minima riscossa.
Concludendo,
sul piano legale il Torino Fc ha indubbiamente un unico e riconoscibile
proprietario, il quale potrebbe usare la società alla stregue di un
giocattolino senza per questo essere perseguibile per legge. Non essendo
uno sceicco che pranza a pane ed oro, non essendo un grande conoscitore
di calcio, non ci resta che una speranza: impari il più in fretta
possibile a destreggiarsi in questa gabbia di matti. Sperperare soldi
non è la soluzione e lo abbiamo capito tutti, ma nemmeno lesinare sulle
migliaia di euro ci porterà molto lontani.
Sul
piano romantico, ma ancor più su quello della memoria storica, il Toro è
stato, è e sempre sarà rappresentato in prima istanza dalla sua
tifoseria. Ad essa il compito di promuoverne le qualità più naturali; ad
essa il compito di proteggerne, a dispetto dei risultati, il blasone e
l’onore. Possiamo anche perdere sul campo, ma fuori dovremmo sempre dar
l’idea di essere inimitabili. A ben pensarci, studiando un po’ la storia
recente del Torino, come un’epifania si è rivelata una realtà piuttosto
scioccante: stiamo contestando praticamente da vent’anni. A parere di
chi scrive, non è certo in tal modo che si avanzano i diritti di
proprietà…
Post pubblicato su Cultura Granata da Paolo il 1 novembre 2010.
Perchè l'orgoglio è l'unica cosa che ci è rimasta...
Non importa quanti anni hai e da quanti tifi per il Toro, non importa
nemmeno quante volte vai allo stadio o quanti km fai per andarci;
pazienza se non sei di Torino e provincia, perchè il tifo non ha confini
geografici.
Confini però li ha, perchè il Toro può anche essere una ragione di vita, ma nella vita ci sono delle priorità che vanno oltre anche la passione per il granata.
Se sei giunto qua è perchè non ne puoi più. Non dei risultati, quelli vanno e vengono e per noi del Toro, salvo in qualche meravigliosa eccezione, per lo più... sono andati. D'altronde se sei del Toro sei anche affascinato da quella tremebonda sfortuna che, pur quando sfocia in tragedia, dipinge il tuo animo di romantica malinconia.
Perchè c'è una sola cosa che nessun tifoso di altre pur gloriose squadre e men che meno qualche policante della Domenica (o, ahimè, del Sabato) potrà mai toglierci: la gioia di sapere che Toro è sinonimo ovunque di passione genuina e sana, vera come la vita e severa come quella storia che non manca mai di destarci dal torpore contemplativo. Viaggi in lungo ed in largo per l'Italia e, sebbene ogni tifoso di ogni squadra sia giustamente convinto che la propria fede abbia qualcosa di speciale, quando chicchessia sente che sei del Toro ti potrà anche prendere in giro a causa dei risultati negativi, ma un sincero rispetto per i colori che rappresenti... quello non manca mai.
Se sei giunto qua, dicevamo, è perchè non ne puoi più. Perchè se l'orgoglio è l'unica cosa che ci è rimasta allora dobbiamo legarci ad esso a doppia, tripla, quadrupla mandata. Perchè se tutti i giornali e tutti i telegiornali cominciano ad accostare troppo spesso scenari di violenza ed inciviltà al Toro allora c'è qualcosa che non va, ma soprattutto c'è qualcosa da fare. Innanzi tutto dobbiamo prendere le distanze, dobbiamo far capire all'Italia intera che il Toro e Torino possono ancora rappresentare un idillio del tifo sano, di quello dei bambini allo stadio, di quello dei gemellaggi con tante squadre, di quello per cui i giocatori che passano dal Comunale fosse anche per un anno... quell'anno se lo ricorderanno per tutta la vita (e non certo per dei brutti episodi). Ma anche di quello per cui il giorno della partita i nostri corrono il doppio e agli avversari tremano le gambe; perchè se la Maratona suona la carica non ce ne dev'essere per nessuno...
Se sei giunto qua è perchè tifare vuol dire innanzi tutto queste cose.
Pubblicato su Cultura Granata il 3 settembre 2010 dal nostro amico Paolo....continuo così a riproporre post del recente passato di questo blog....
Confini però li ha, perchè il Toro può anche essere una ragione di vita, ma nella vita ci sono delle priorità che vanno oltre anche la passione per il granata.
Se sei giunto qua è perchè non ne puoi più. Non dei risultati, quelli vanno e vengono e per noi del Toro, salvo in qualche meravigliosa eccezione, per lo più... sono andati. D'altronde se sei del Toro sei anche affascinato da quella tremebonda sfortuna che, pur quando sfocia in tragedia, dipinge il tuo animo di romantica malinconia.
Perchè c'è una sola cosa che nessun tifoso di altre pur gloriose squadre e men che meno qualche policante della Domenica (o, ahimè, del Sabato) potrà mai toglierci: la gioia di sapere che Toro è sinonimo ovunque di passione genuina e sana, vera come la vita e severa come quella storia che non manca mai di destarci dal torpore contemplativo. Viaggi in lungo ed in largo per l'Italia e, sebbene ogni tifoso di ogni squadra sia giustamente convinto che la propria fede abbia qualcosa di speciale, quando chicchessia sente che sei del Toro ti potrà anche prendere in giro a causa dei risultati negativi, ma un sincero rispetto per i colori che rappresenti... quello non manca mai.
Se sei giunto qua, dicevamo, è perchè non ne puoi più. Perchè se l'orgoglio è l'unica cosa che ci è rimasta allora dobbiamo legarci ad esso a doppia, tripla, quadrupla mandata. Perchè se tutti i giornali e tutti i telegiornali cominciano ad accostare troppo spesso scenari di violenza ed inciviltà al Toro allora c'è qualcosa che non va, ma soprattutto c'è qualcosa da fare. Innanzi tutto dobbiamo prendere le distanze, dobbiamo far capire all'Italia intera che il Toro e Torino possono ancora rappresentare un idillio del tifo sano, di quello dei bambini allo stadio, di quello dei gemellaggi con tante squadre, di quello per cui i giocatori che passano dal Comunale fosse anche per un anno... quell'anno se lo ricorderanno per tutta la vita (e non certo per dei brutti episodi). Ma anche di quello per cui il giorno della partita i nostri corrono il doppio e agli avversari tremano le gambe; perchè se la Maratona suona la carica non ce ne dev'essere per nessuno...
Se sei giunto qua è perchè tifare vuol dire innanzi tutto queste cose.
Pubblicato su Cultura Granata il 3 settembre 2010 dal nostro amico Paolo....continuo così a riproporre post del recente passato di questo blog....
lunedì 5 settembre 2011
DALLA PARTE DEL TORO
L'odore dell'inchiostro sulla carta. Quello di un libro fresco di stampa. Variopinte gomme per cancellare i più vergognosi errori. Le biblioteche con un'infinità di volumi e quegli scaffali che a guardarli ti senti piccolo e minuto, ma al sicuro come non mai; l'immersione in quel silenzio frastornante.
Malinconico vecchiume.
Ora ci sono i programmi di videoscrittura, gli eBook, i motori di ricerca... E se non ti aggiorni rimani fuori dal mondo. Al passo con i tempi, si suol dire.
Certo, a volte i tempi son quel che sono. E se non sono tutto rosa e fiori, volenti e dolenti, si mettono da parte le diavolerie elettroniche troppo giovani anche per un giovane e si torna a ciò che ci ha resi quel che siamo.
Quell'odore dolciastro che ti fa pizzicare il naso, sai che non dovresti respirarlo eppure lo inali avidamente perchè ti fa sentire vivo come non mai. I mille colori che ti circondano, ognuno sceglie i suoi preferiti, ma alla fin fine uno solo è il predominante; quello è sacro e, sventolato fino allo sfinimento, mette tutti d'accordo. La moltitudine; più ce n'è e meglio è, perchè sentirsi una goccia in mezzo ad un oceano può spaventare, ma un oceano di gocce è temibile quanto un toro che carica. E quel frastuono a 110 decibel manco fosse un concerto rock. Andare allo stadio, che gioia che era...
Eppure bisogna aggiornarsi. Sognare va bene, ricordare altrettanto. Ma se si rallenta troppo si rischia di rimanere indietro. Ora non è più una gioia.
Al passo coi tempi. Multimedialità. La manna del pigro. Quando quattro minuti di filmato valgono più di milioni di parole.
Perdere sul campo è molto male, ma perdere nella vita di tutti i giorni è molto peggio. Se è vero che il Toro ha già troppi nemici che cercano di annichilirlo, sfinirlo e vigliaccamente ucciderlo, ha senso giocare a far Caino?
Il video si schiera da una parte soltanto: dalla parte del Toro.
Una corsa sfiancante al termine di una partita sfibrante, verso quella curva che Asta sentiva sua perchè qualche anno fa era ancora una casa per tutti: grandi, piccoli, ottimisti o pessimisti.
Il Toro, quello che incorna, è la sua gente. Il Toro è Torino, agli altri la città della Mole sta stretta. E quando mancano le parole un gesto, ma quello soltanto, racconta al meglio uno stato d'animo: alzare una sedia, signori che valvola di sfogo... Non sarà una galanteria, forse si passerà un po' per uomini delle nevi, ma almeno non per abominevoli, non fino a quando il gesto rimarrà soltanto tale. A voglia a dire che esser del Toro significa essere veri e veraci, come quei campionissimi la cui storia sembra la trama d'un romanzo... Pardon, aggiornarsi: di un kolossal hollywoodiano. Ad esser genuini si può far tutto: contestare, marciare in migliaia. Tutti insieme, ma tutti in pace. Contro chi? Contro tutti. Perchè, lo diceva l'uomo della sedia, "le altre squadre non hanno la Juve, perciò è chiaro che quando sei del Toro sei contro tutto e tutti". Contro la Juve, contro chi sostiene la Juve, che siano gli arbitri, che siano i politicanti, che sia la Fiat, che siano i capitani di ventura alla Moggi, che sia la stampa cittadina troppo intenta a lisciare il pelo bianconero per raccontare la verità... Sia quel che sia, purchè ci si ricordi che il Toro è una forma di cultura e la cultura non ammette l'inciviltà.
Quindi se hai un'idea simpatica, se vuoi proporre qualche iniziativa alla società, se vuoi semplicemente assicurarti che il granata sia ancora per tutta Italia il colore della passione genuina ed una scelta di vita da tramandare ai propri figli... Per queste e mille altri ragioni spendi due minuti della tua vita ed unisciti a noi, mandando un e-mail all'indirizzo rivoluzionegranata@yahoo.it, perchè laddove il singolo non può arrivare ci pensa la moltitudine: magari schierata come un Toro in carica.
Buona visione,
Paolo.
RIBELLI DA SEMPRE
Questa è la storia di un bambino ora un po’ piu’ cresciutello….che ha scelto il TORO come fede calcistica e come filosofia di vita…..
Avevo meno di 10 anni a quei tempi e non avendo in famiglia persone appassionate di calcio lo seguivo poco …e ….soprattutto….lo conoscevo ancor meno…..pero’ a scuola…tra bambini si parla….e ognuno aveva la sua squadra del cuore,la maggioranza dei bambini ovviamente era tifosa di Inter, Milan o Juve…il TORO non sapevo neanche cosa fosse...io allora (parlo del 1990) avevo visto ai mondiali Schillaci ,sconosciuto ragazzo siciliano diventare il bomber della nazionale e allora quando mi chiedevano di che squadra ero rispondevo o Juve per Schillaci oppure Inter perché era la squadra preferita da mio nonno….PERO’ NON ERO SODDISFATTO…DOVEVO SCEGLIERE QUALCOSA IN CUI IDENTIFICARMI…CHE MI RAPPRESENTASSE…..
Ed ecco che…un giorno…come per magia…assisto a un derby di coppa italia e la mia attenzione viene catturata da un giocatore con una cresta strana, sembrava un GUERRIERO, recuperava palloni, combatteva con una grinta da me mai vista e lo stesso i suoi compagni di squadra…il cronista parlava di CUORE TORO….GRINTA TORO….io probabilmente non capivo neanche molto bene il significato di queste espressioni…..MA MI SUONAVANO BENE….
E fu così che….dopo aver iniziato a guardare quella partita convinto di tifare Juve mi trovai a sperare che quella squadra di lottatori vincesse……e …..DIVENTAI DEL TORO….
Ovviamente, non avendo notizie sul TORO, per saperne di più dovevo informarmi da qualcuno che ne capisse più di me….allora chiesi a mio nonno, interista, cosa sapeva del TORO…..le sue parole mi incuriosirono ancora di più….era come sentire una FAVOLA…..mi raccontò di quella che era la SQUADRA PIU’ FORTE DEL MONDO….caduta con un aereo su una collina vicino Torino…..mi raccontò di Meroni….un giovane dal grande talento, investito da una macchina nel momento più bello della sua carriera ….mi spiegò cos’era la GRINTA TORO…..
Fu così che nacque il mio interesse per il TORO, e poi…..avevo sempre voluto essere originale….diverso dagli altri….e se proprio dovevo tifare per una squadra quella squadra doveva ESSERE UNICA…..E IL TORO LO ERA…..
Nel tempo tifando ho vissuto emozioni belle ed altre meno….ho capito che ESSERE DEL TORO significa anche ESSERE CONTRO…
…CONTRO I PREPOTENTI…
…CONTRO IL CONFORMISMO…
INSOMMA
RIBELLARSI AL SISTEMA!!!
….LOTTARE CONTRO TUTTI E CONTRO TUTTO….
….E….
….NON MOLLARE MAI….
Questo post è stato pubblicato sul blog Cultura Granata il 4 settembre 2010.... a distanza di un anno mi andava di riproporlo....
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