lunedì 18 giugno 2012

TM-Palio dei Quartieri di Torino.


Grazie per l'attenzione.


Associazione ToroMio




FILADELFIA-MIRAFIORI NORD: 1-0. Il Filadelfia vince e si qualifica ai quarti, ma che fatica!
  
Seconda partita, seconda vittoria e qualificazione assicurata con un turno in anticipo per la squadra voluta dall'Associazione ToroMio. E’ stata una vittoria molto sofferta con la squadra giovane del quartiere Mirafiori Nord. Il Filadelfia senza la punta Capobianco e altri due infortunati si è presentata con i giocatori contati. Nonostante la supremazia territoriale non riusciva concretizzare, un po’ per mancanza di cattiveria negli ultimi 16 metri , un po' alla ricerca di accademia nella voglia di avvicinarsi troppo alla porta avversaria senza concludere.
La mancanza di riferimento di Capobianco si è fatta sentire anche per i continui spostamenti dei giocatori di attacco che hanno stentato nella ricerca della posizione più consona. In questo modo finisce il primo tempo con alcuni principi di nervosismo. Nella ripresa i continui attacchi fruttano una punizione dai 20 metri che Canavese esegue e realizza l’unico goal proprio mentre il Mirafiori Nord incominciava a rispondere colpo su colpo alle offensive granata. Poco dopo una spettacolare serpentina di Panzanaro partito dalla propria metà campo il portava il giocatore davanti al portiere avversario che con un guizzo riusciva a recuperare nonostante fosse già stato superato dal difensore centrale del Filadelfia. Nel frattempo alcune interpretazioni non proprio limpide dell’arbitro su presunti falli compiuti dai giocatori del Filadelfia hanno surriscaldato il clima della partita che avrebbe dovuto avere un decorso amicale, innescando discussioni tra l’arbitro e alcuni giocatori. Così allo scadere ne fa le spese Opsi che viene espulso. Filadelfia, in dieci, termina la partita senza correre rischi.

Giocatori del Quartiere Filadelfia a disposizione 

Acerno Andrea
Canavese Marco
Castelli Omar
Cavagnero Edoardo
Di Fede Alessandro
Fagnano Alessio
Fascio Andrea
Liuni Marco
Montagna Simone
Opsi Giampiero
Panzanaro Piero
Persiano Marco
Pupillo Simone
Sese Zanatago Tegongi

sabato 16 giugno 2012

CARTOLINE DAL PASSATO IL PERSONAGGIO DEL GIORNO:LUIGI MERONI





Ci sono persone destinate a scrivere la storia pure per un tempo breve, ci sono persone simbolo e vere proprie icone, ci sono persone che diventano un punto di riferimento forse per un lato caratteriale diverso dal solito che può rappresentare una novità, ci sono persone destinate a rimanere nel cuore della gente a regalare emozioni perchè hanno una grande dote quella del puro fuoriclasse, uno di questi
è LUIGI MERONI.

Luigi Meroni rappresentato come l'eroe del dopo Superga e denominato la farfalla granata è nato a Como il 24 febbraio del 1943 e si spense il 15 ottobre del 1967, quest'ultima data ha rappresentato uno dei tanti tragici momenti della storia del calcio e sopratutto di quello granata oltre a Superga.
In campo è stato un vero e proprio fuoriclasse, arrivò al Torino nel 1964, Nereo Rocco non potè ignorarne il suo eccezionale talento, risultava veloce e imprevedibile, un'ala esterna dotata di una tecnica sopraffina fuori dal comune riusciva a mettere in condizione i compagni di squadra di segnare, senza nessun tipo di egoismo, quando sentiva il piede caldo riusciva a fare giocate personali da manuale del calcio.
Non ha segnato molti gol per la verità, ma quelli che ha realizzato sono stati tutti di pregevole fattura come quello all'Inter del 12 marzo 1967 e anche quello realizzato in Nazionale il 12 giugno 1966 contro l'Argentina, quella partita la si giocò proprio a Torino.
Luigi Meroni è stato uno dei primi calciatori a rappresentare l'immaginario del calciatore copertina, quelli che finiscono con l'essere vittime del gossip ma di lui se ne ricorda il ragazzo dal viso buono,la sensibilità,  l'altruismo e la generosità della persona vera. e non di quei finti eroi del calcio di oggi, in lui c'era la genuinità, l'intelligenza e il cuore di un vero e proprio atleta.
Ne riscontriamo la differenza non per cadere nel paragone col calcio di oggi, e perchè prima nel calcio c'era spirito di gruppo, un coinvolgimento totale ed un forte attaccamento al lavoro ed una piena disponibilità verso i compagni di squadra e verso l'allenatore e tutte queste componenti proprio Meroni le aveva in sè.
Una delle particolarità di questo ragazzo dal cuore buono è la sua fedele gallina che imbracciava per le strade della città, se vogliamo anche una cosa inusuale e a dirla tutta pure leggermente comica, però che lo ha distinto come la persona fuori dagli schemi di tutti i giorni, una persona che riusciva a catturare l'attenzione della gente.
Luigi Meroni aveva una ragazza di nome Cristiana, conosciuta per caso, detta la ragazza del luna park  è stata la donna della sua vita, una storia fuori dalle telecamere, una storia figlia di altri tempi e conclusasi tragicamente.Per Meroni, Cristiana fu la musa ispiratrice, la ragazza con cui vivi una vita fatta nell'intimità, erano molto legati ma non si sono mai potuti sposare e lei è stata il soggetto dei suoi quadri, giacchè Luigi aveva una particolare inclinazione per la pittura.
Tornando al Meroni calciatore, nell'ultimo periodo della sua breve carriera in cui realizzò tanti gol, ci fu l'interesse della J*ntus che offrì 700 milioni per strapparlo al Toro del presidente Orfeo Pianelli (cifrà da far girare la testa a quei tempi) che accettò perchè la situazione economica non era certo delle migliori, ma la piazza si ribellò con minacce di tutti i tipi costringendo il presidente Pianelli a spedire alla Juve un altro granata doc con lo stesso nome Luigi Simoni.
Ma pure Meroni legato al Toro per sempre nessuno poteva mai pensare che si sarebbe tutto potuto consumare in quella notte del 15 ottobre del 1967; dopo l'incontro vinto dal Torino contro la Sampdoria per 4-2, Meroni (convinto dall'amico-compagno di squadra Poletti) lasciò il ritiro post-partita della squadra prima del termine e dirigendosi verso il bar, che frequentava, attraversò in maniera avventata Corso  Re Umberto 46, percorse la prima metà della carreggiata, fermandosi cercando un momento buono per passare nell'intenso traffico, dalla sua destra arrivava rapidamente un 'auto Fiat 124 Coupè, Poletti fu preso di striscio, ma il povero Meroni fu colpito in pieno alla gamba sinistra e sbalzato in aria dall'impatto, cadde per terra dall'altra parte della carreggiata, per poi venire travolto da  una Lancia Appia.Meroni morì poche ore dopo all'Ospedale Mauriziano dove venne portato da un passante di nome Giuseppe Messina.
Il caso voleva che alla guida della Fiat 124 Coupè c'era un dicianovenne neopatentato di buona famiglia figlio di un medico gran tifoso del Toro e di Meroni e il destino lo porterà a diventare il presidente del Torino nel 2000 e nel 2005 lo portò al fallimento, Attilio Romero.
20.000 persone parteciparono al funerale del campione e la città ancora una volta era in lutto, la settimana dopo si giocava il derby con la Juve ma la rabbia e la disperazione di aver perso un Mito del calcio era così tanta che il Toro rifilò quattro gol ai cugini juventini con tripletta di Combin che giocò con la febbre e di Carelli che sostituì nel ruolo proprio Meroni.Un derby giocato nel silenzio, un elicottero lanciò fiori per tutto il campo di gioco, ed è stato uno dei derby che hanno scritto la storia del calcio per una serie di avvenimenti catturati nel giro di una settimana per la scomparsa del povero Gigi.
Purtroppo pure essendo legato ai colori granata il presidente allora ragazzino Attilio Romero non fu mai accettato e preso in simpatia dalla tifoseria granata, tantè che nel 2000 ci furono aspre critiche dei tifosi che attribuivano al presidente la responsabilità dell'accaduto.
Di Meroni si parlava se ne parla e se parlerà ancora perchè a lui sono dedicati dei libri, Luigi Meroni lo si racconta perchè si parla delle sue gesta si parla del campione si parla dell'uomo e dello sportivo quello vero e non costruito dai giornali e dai media, si parla di quel calcio genuino apprezzato dalle famiglie.
Luigi Meroni rimarrà per sempre nei cuori di quei granata che non dimenticano, di quelli che si fermano a pensare e di quelli che versano pure una lacrima perchè hanno vissuto le emozioni che solo un campione come lui ha potuto lasciare.... perchè le hanno veramente vissute e  le porteranno sempre con loro per non essere abbandonate mai.


DFB

mercoledì 13 giugno 2012

FantaToro: tra mercato e sogni...


Eccoci al nostro 2° appuntamenteo con il ‘’FantaToro’’ , la rubrica che rende partecipi noi tifosi granata. Tra tutti quelli che ho intervistato, Maxi Lopez è il nome che ho sentito dire di più, quindi direi che il vero obiettivo del Toro è lui, oltre alla voce in coro di tenere OgbonnA. Quelli che non ho mai sentito dire, sono Floro Flores e Floccari, che io invece prenderei subito, sono tutti e due agili e sanno usare testa, piedi e anche la cosa più importante, il cervello.  Questa settimana ho intervistato 4 tifosi del toro: il primo si chiama Lorenzo, che ragiona e non dice nomi ‘’da oscar’’ ovvero lui vorrebbe Pasquale, Caldirola, Albertazzi e Constant; insomma,  giovani promesse che magari potrebbero farci comodo in serie A, ma non dimentichiamoci comunque, che in serie A, serve sì giovinezza, ma non troppa, sennò si rischia di mancare di esperienza. La palla ora passa a Fabio, che punta verso la Liguria il suo ‘’pupillo’’, e cioè Miguel Veloso, centrocampista del Genoa , figlio di Antonio Veloso (40 presenze in nazionale portoghese). L’86 può fare molto comodo alla compagine del mister Ventura, ma... chissà quanto costa! Per un altro tifoso, Lorenzo, i nomi caldi sono Acquafresca, Paloschi, Ibarbo e Marilungo, giocatori che sicuramente il nostro pres potrebbe prendere solo ‘’in comproprietà’’ oppure, ‘‘in prestito con diritto di riscatto’’, lui, fa sempre così, ci siamo abituati, a leggere sempre le stesse cose nel sito quando si compra qualcuno, potremmo anche noi scrivere, tanto la manfrina è sempre la stessa... dal primo tifoso, finalmente sento dire: Floro Flores! Finalmente, allora non solo io penso che sia un grande giocatore! In più lui dice anche il già nominato dai tifosi, Pasquale, Barreto e Pizzarro, acquisti che secondo me farebbero molto bene al toro,  sperando che non facciano come Di Michele & Co , che quando arrivano qua diventano subito dei brocchi assurdi! Ma si può!? Ora apro una parentesi, come si fa, che i giocatori, quando arrivano sono scarsi, e quando vanno via a volte riescono a fare qualcosa di più? cAvolo!Salutandovi, nomino un altro giocatore, che vorrebbe Lorenzo, e cioè Domizzi,difensore centrale sinistro classe 80,la sua esperienza sarebbe gradita... 
...alla prossima e sempre FVCG
Nicolò Civera

MERCATORO: BARRETO PIÙ VICINO, CERCI PIÙ LONTANO...



Tra oggi e domani dovrebbe avvenire il passaggio di Barreto dall'Udinese al   Toro.  Trattativa che ormai dura da quasi un anno; infatti l'attaccante brasiliano era stato uno dei primi nomi fatti da Ventura appena arrivato sulla panchina granata. L'affare dovrebbe concludersi con l'acquisto della metà da parte del Toro per una cifra intorno ai 3 milioni. Unico dubbio sulla bontà dell'operazione è la tenuta fisica del giocatore, che arriva da una stagione piena di infortuni.
Per una trattativa molto ben avviata passiamo ad una che sembra concludersi in maniera negativa, ovvero quella che riguarda Alessio Cerci. Con l'arrivo di Montella ( che usa il modulo 4 3 3 ) Cerci è diventato un giocatore fondamentale per la viola. Infatti la fiorentina si priverebbe del giocatore solo davanti ad un offerta intorno agli 8-10 milioni, obiettivamente cifra esagerata per l'esterno romano. Petrachi comunque continuerà a seguire Cerci nella speranza che nel ritiro estivo Montella decida di fare a meno del giocatore.

Pupi

lunedì 11 giugno 2012

Ripartiamo con le solite speranze che poi si rivelano illusioni che finiscono in grosse delusioni o siamo alla svolta???


 Questo è il grande rebus da risolvere in fretta. Le intenzioni della società devono assumere lineamenti definiti, essere chiare a tutti: ai possibili nuovi giocatori che devono essere di qualità superiori a quelli che dovranno sostituire quindi verrebbero solo sulla base di un valido progetto, ai tifosi che devono sottoscrivere gli abbonamenti e saranno perciò molto più numerosi se le prospettive saranno allettanti, agli sponsor che investiranno più volentieri in un progetto positivo che dia visibilità notevole al loro marchio e a me affinchè possa allargare la forbice fra il pessimismo tipicamente granata che mi accompagna e l'ottimismo che in me convive per un periodo brevissimo ma c'è ed ha bisogno di essere alimentato non solo da speranze ma da fatti concreti. Ho accennato agli sponsor non a caso perchè di loro, in un campionato di serie A difficilissimo per le squadre che non dispongono di mezzi economici importanti, c'è assoluto bisogno. Per attirarli però necessitano strutture societarie che abbiano un settore marketing promozionale di prim'ordine. Su questo la Cairo-comunication dovrebbe raddoppiare gli sforzi ma solo dopo aver reso palesi, nella volontà e nei fatti, gli intendimenti di sviluppo in merito non solo alla squadra ma soprattutto riguardo al capitale societario di cui lo stadio di proprietà, l'Olimpico attuale, e il Filadelfia come casa-Torino sarebbero l'enorme valore aggiunto. Sull'Olimpico ci sono state dichiarazioni di Fassino che vanno sondate e tradotte in accordi definitivi. Chiaro che il nome va cambiato in uno più pregevole e legato alla sua gente, ai suoi miti, agli eroi profondamente umani di cui la nostra storia è ricca. Non vogliamo intitolazioni simili a quelle che sono state trovate da altre società che giocano in stadium (puah!) al confine con il comune di Venaria. Il Filadelfia deve essere il coagulo di tutta la nostra storia: sede del Museo, del Torino FC con tutti i servizi che una società seria deve offrire ai media oltreche ai propri tesserati e sede degli allenamenti della prima squadra e delle partite casalinghe della Primavera. I giovani devono sentire di dover scalare questa scalinata fatta di tappe professionali importanti (campi cittadini>Fila>Olimpico) per assurgere nel mondo professionistico con l'imprimatur di una delle più gloriose società di calcio al mondo.

Ci vogliono progetti-progetti e ancora progetti che ipnotizzino imprenditori con la voglia del rilancio del proprio marchio e tutto risulterà fattibile. Una Società maiuscola, non megalomane e presupponente (voi intendete a chi mi riferisco) ma accattivante e seria. Se la strada sarà questa sono sicuro che anche se solo un trenta per cento di coloro che hanno marciato per le vie della città in pellegrinaggio nei luoghi sacri al culto granata, porterà un contributo economico in soldi, sotto forma di diritti a prelazioni extra sugli abbonamenti o sottoscrizione di quote di azionariato o quant'altro, questo sarà un contributo di generosità considerevole e, credetemi, importantissimo quanto determinante per gli scopi.

Fulvio

CERCHIAMO COLLABORATORI!!!


Stiamo cercando validi aiutanti per la gestione del sito, che si farà via via sempre più ardua e difficile in vista del prossimo campionato di serie A.
Cerchiamo gente valida, con tanta forza di volontà e disposta a scrivere articoli sul nostro Toro!

I requisiti per entrare a far parte del team di Cultura Granata sono pochi e facili:
-essere tifosi del TORO.
-Forza di volontà.
-Disponibilità a scrivere almeno uno-due articoli ogni 10-15 giorni.
-Capacità di scrivere correttamente in italiano brevi articoli.
Non garantiamo nessuna paga o salario ma, tramite i vostri articoli, potrete farvi conoscere e iniziare un lungo cammino di giornalismo sportivo anche per il futuro.
La nostra idea è quella di creare una redazione di almeno 7-8 tifosi-giornalisti per realizzare un sito a forti tinte granata.
Per proporsi basta inviare un e-mail all’indirizzo: rivoluzionegranata@yahoo.it con il vostro nome, la vostra età, la vostra disponibilità e magari qualche vostra idea su nuove rubriche per arricchire Cultura Granata. Sempre per info contattateci tramite e-mail e cercheremo di chiarire ogni vostro dubbio.

Il Team di Cultura Granata

MERCATORO: LA SETTIMANA DEL PRIMO ACQUISTO?!?



Finalmente dopo tanti sondaggi, trattative, e alcuni rifiuti ( uno su tutti quello di Maxi Lopez che ha detto che preferisce andare alla j***), siamo arrivati alla settimana che dovrebbe portare il primo acquisto. A contendersi la palma di primo volto nuovo del Toro ci sono due giocatori: Gillet del Bologna e Rossettini del Siena. Per il portiere belga il Bologna ormai si é convinto di lasciarlo partire, e il giocatore è entusiasta perché ritrova  mister Ventura. Per quanto riguarda invece il difensore del Siena la giornata giusta per sferrare l'attacco decisivo sarà giovedì con l'assemblea di Lega. Per Rossettini se non si dovesse chiudere in settimana la strada diventerebbe molto difficile perché ritornerebbero in corsa Genoa e Palermo.
Nella giornata di venerdì dovrebbe esserci anche il viaggio di Petrachi in Sudamerica per concludere qualche affare. Sulla lista del ds ci sono Pizarro del Lanus ( che al momento è l'unico che si potrebbe prendere perché ha passaporto comunitario ) Rodriguez dell'Indipendiente e Francisco Silva dell'Universitad Catolica.
Detto questo ora la società non può più aspettare per portare i primi giocatori sotto la Mole; perché in caso contrario si sarebbe perso tutto il vantaggio della promozione diretta, e il pessimismo per la nuova stagione calerebbe su ogni tifoso.

Pupi