Da quando sono tifoso del Toro, ossia più o meno da circa 20 anni,
sento spesso parlare di gloria passata, di cuore toro, di tremendismo,
di Grande Torino, di Pulici, Ferrini, Meroni, eccetera eccetera....
Quello
che poi si vede in campo la domenica ( in A ) o il sabato ( in B o Bwin
) è quasi sempre diverso....a volte dà l'impressione che ci si aspetti
una squadra degna dei fasti del passato, capace magari di lottare per lo
scudetto o perlomeno calcare i palcoscenici europei, e sarebbe bello,
credo per qualsiasi tifoseria, anche di squadre che mai sono arrivate in
serie A o che raramente ci sono state....Ma bisogna guardare la
realtà....sarebbe possibile un TORO con i valori DA TORO nel calcio
moderno, tutto affari, partite truccate, stipendi ultra milionari di big
troppo spesso più vicini alle star del cinema che a veri e propri
sportivi ???
Spesso mi capita di chiedermelo e, a
seconda dell'umore, mi dò delle risposte tra loro contrastanti.... A
volte dico, ma chissenefrega....un Toro come il Barcellona attuale che è
la squadra che più si avvicina al Grande Torino che immagino nella mia
fantasia basandomi sulle letture fatte...con un gioco offensivo e
spettacolare, con uno sponsor come l' Unicef sulle maglie, con dei
giocatori come Iniesta e Messi capaci di accarezzare un pallone, con un
allenatore giovane come Guardiola, con una società basata
sull'azionariato popolare e con uno stadio che pieno diventa più bello
del Camp Nou, magari chiamato STADIO VALENTINO MAZZOLA, in onore del
Capitano....prima o poi potrebbe pur esserci, basterebbe un imprenditore
che abbia voglia di vincere, una tifoseria finalmente coesa ed in
qualche anno lo si potrebbe costruire....
.....altre volte invece
penso che tutto ciò sarebbe impossibile perchè il calcio ed il mondo
sono cambiati...bla bla bla...certi valori non esistono più....bla bla
bla....
Quale delle due risposte è quella migliore? Quale la verità? Quid veritas?
Guardiamo
il nostro piccolo grande Torino di oggi, sì ragazzi, quello di Ventura,
di capitan Rolando Furioso che resta in granata, mentre se fosse andato
in serie A avrebbe potuto lottare per un posto in azzurro ; di
Ogbonna, ultimo virgulto del settore giovanile, un nuovo italiano, ma
dai valori solidi, uno che non promette di restare in granata tutta la
vita ( per non dover mentire)...ma che nei fatti cerca di tener viva
questa promessa restando nel Toro anche in serie Bwin ( o Bwind? )
conquistando l'azzurro e tenendoselo nonostante la serie cadetta.....di
Iori, metronomo infaticabile del centrocampo granata ( che personalmente
a me ricorda un po' Fusi....) ....di Stevanovic che risorge dalle
ceneri come un'araba fenice trasformandosi da brutto anatroccolo
indispettito in splendido cigno...il Toro che va a benzina verde con i
vari Verdi, Suciu, Oduamadi, Steva, Ogbonna, Darmian.....insomma UN TORO
DA RINASCITA !!!!
Capace di vincere 8 partite su 10,
raggiungendo, anzi, superando il record della Giuve in serie B.....di
non perdere neanche una gara....di vincere 5 partite esterne consecutive
( per ora....) e di stagliarsi SOLO AL COMANDO DEL CAMPIONATO.....Cairo
non sarà Novo nè Pianelli ( sfortunanatamente hanno pochi lati
comuni....) , Ventura non sarà Erbstein nè Radice, ma un po' il Mondo me
lo ricorda....( a proposito....in bocca al lupo Emiliano....siamo tutti
con te....)....Bianchi non sarà Gabetto, nè Pulici ......ma che cavolo
cari fratelli granata !!!! Siamo in serie B e per ora va STRABENE.....
Una volta tornati in A, GRADUALMENTE, PASSO DOPO PASSO.... abbiamo già
una base su cui poter costruire un TORO che non sia una mucca smagrita
come quella degli ultimi anni....o sbaglio????
FORZA TORO SEMPRE !!!!
Visualizzazione post con etichetta Meroni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Meroni. Mostra tutti i post
domenica 23 ottobre 2011
Pensare al futuro
Etichette:
Barcellona,
Bianchi,
cultura granata,
GRANDE TORINO,
Guardiola,
Iniesta,
Meroni,
Messi,
Ogbonna,
Pulici,
Rolando Furioso,
torino,
toro,
Valentino Mazzola,
Ventura
giovedì 20 ottobre 2011
Pensiamo al futuro
Da quando sono tifoso del Toro, ossia più o meno da circa 20 anni, sento spesso parlare di gloria passata, di cuore toro, di tremendismo, di Grande Torino, di Pulici, Ferrini, Meroni, eccetera eccetera....
Quello che poi si vede in campo la domenica ( in A ) o il sabato ( in B o Bwin ) è quasi sempre diverso....a volte dà l'impressione che ci si aspetti una squadra degna dei fasti del passato, capace magari di lottare per lo scudetto o perlomeno calcare i palcoscenici europei, e sarebbe bello, credo per qualsiasi tifoseria, anche di squadre che mai sono arrivate in serie A o che raramente ci sono state....Ma bisogna guardare la realtà....sarebbe possibile un TORO con i valori DA TORO nel calcio moderno, tutto affari, partite truccate, stipendi ultra milionari di big troppo spesso più vicini alle star del cinema che a veri e propri sportivi ???
Spesso mi capita di chiedermelo e, a seconda dell'umore, mi dò delle risposte tra loro contrastanti.... A volte dico, ma chissenefrega....un Toro come il Barcellona attuale che è la squadra che più si avvicina al Grande Torino che immagino nella mia fantasia basandomi sulle letture fatte...con un gioco offensivo e spettacolare, con uno sponsor come l' Unicef sulle maglie, con dei giocatori come Iniesta e Messi capaci di accarezzare un pallone, con un allenatore giovane come Guardiola, con una società basata sull'azionariato popolare e con uno stadio che pieno diventa più bello del Camp Nou, magari chiamato STADIO VALENTINO MAZZOLA, in onore del Capitano....prima o poi potrebbe pur esserci, basterebbe un imprenditore che abbia voglia di vincere, una tifoseria finalmente coesa ed in qualche anno lo si potrebbe costruire....
.....altre volte invece penso che tutto ciò sarebbe impossibile perchè il calcio ed il mondo sono cambiati...bla bla bla...certi valori non esistono più....bla bla bla....
Quale delle due risposte è quella migliore? Quale la verità? Quid veritas?
Guardiamo il nostro piccolo grande Torino di oggi, sì ragazzi, quello di Ventura, di capitan Rolando Furioso che resta in granata, mentre se fosse andato in serie A avrebbe potuto lottare per un posto in azzurro ; di Ogbonna, ultimo virgulto del settore giovanile, un nuovo italiano, ma dai valori solidi, uno che non promette di restare in granata tutta la vita ( per non dover mentire)...ma che nei fatti cerca di tener viva questa promessa restando nel Toro anche in serie Bwin ( o Bwind? ) conquistando l'azzurro e tenendoselo nonostante la serie cadetta.....di Iori, metronomo infaticabile del centrocampo granata ( che personalmente a me ricorda un po' Fusi....) ....di Stevanovic che risorge dalle ceneri come un'araba fenice trasformandosi da brutto anatroccolo indispettito in splendido cigno...il Toro che va a benzina verde con i vari Verdi, Suciu, Oduamadi, Steva, Ogbonna, Darmian.....insomma UN TORO DA RINASCITA !!!!
Capace di vincere 8 partite su 10, raggiungendo, anzi, superando il record della Giuve in serie B.....di non perdere neanche una gara....di vincere 5 partite esterne consecutive ( per ora....) e di stagliarsi SOLO AL COMANDO DEL CAMPIONATO.....Cairo non sarà Novo nè Pianelli ( sfortunanatamente hanno pochi lati comuni....) , Ventura non sarà Erbstein nè Radice, ma un po' il Mondo me lo ricorda....( a proposito....in bocca al lupo Emiliano....siamo tutti con te....)....Bianchi non sarà Gabetto, nè Pulici ......ma che cavolo cari fratelli granata !!!! Siamo in serie B e per ora va STRABENE..... Una volta tornati in A, GRADUALMENTE, PASSO DOPO PASSO.... abbiamo già una base su cui poter costruire un TORO che non sia una mucca smagrita come quella degli ultimi anni....o sbaglio????
FORZA TORO SEMPRE !!!!
Quello che poi si vede in campo la domenica ( in A ) o il sabato ( in B o Bwin ) è quasi sempre diverso....a volte dà l'impressione che ci si aspetti una squadra degna dei fasti del passato, capace magari di lottare per lo scudetto o perlomeno calcare i palcoscenici europei, e sarebbe bello, credo per qualsiasi tifoseria, anche di squadre che mai sono arrivate in serie A o che raramente ci sono state....Ma bisogna guardare la realtà....sarebbe possibile un TORO con i valori DA TORO nel calcio moderno, tutto affari, partite truccate, stipendi ultra milionari di big troppo spesso più vicini alle star del cinema che a veri e propri sportivi ???
Spesso mi capita di chiedermelo e, a seconda dell'umore, mi dò delle risposte tra loro contrastanti.... A volte dico, ma chissenefrega....un Toro come il Barcellona attuale che è la squadra che più si avvicina al Grande Torino che immagino nella mia fantasia basandomi sulle letture fatte...con un gioco offensivo e spettacolare, con uno sponsor come l' Unicef sulle maglie, con dei giocatori come Iniesta e Messi capaci di accarezzare un pallone, con un allenatore giovane come Guardiola, con una società basata sull'azionariato popolare e con uno stadio che pieno diventa più bello del Camp Nou, magari chiamato STADIO VALENTINO MAZZOLA, in onore del Capitano....prima o poi potrebbe pur esserci, basterebbe un imprenditore che abbia voglia di vincere, una tifoseria finalmente coesa ed in qualche anno lo si potrebbe costruire....
.....altre volte invece penso che tutto ciò sarebbe impossibile perchè il calcio ed il mondo sono cambiati...bla bla bla...certi valori non esistono più....bla bla bla....
Quale delle due risposte è quella migliore? Quale la verità? Quid veritas?
Guardiamo il nostro piccolo grande Torino di oggi, sì ragazzi, quello di Ventura, di capitan Rolando Furioso che resta in granata, mentre se fosse andato in serie A avrebbe potuto lottare per un posto in azzurro ; di Ogbonna, ultimo virgulto del settore giovanile, un nuovo italiano, ma dai valori solidi, uno che non promette di restare in granata tutta la vita ( per non dover mentire)...ma che nei fatti cerca di tener viva questa promessa restando nel Toro anche in serie Bwin ( o Bwind? ) conquistando l'azzurro e tenendoselo nonostante la serie cadetta.....di Iori, metronomo infaticabile del centrocampo granata ( che personalmente a me ricorda un po' Fusi....) ....di Stevanovic che risorge dalle ceneri come un'araba fenice trasformandosi da brutto anatroccolo indispettito in splendido cigno...il Toro che va a benzina verde con i vari Verdi, Suciu, Oduamadi, Steva, Ogbonna, Darmian.....insomma UN TORO DA RINASCITA !!!!
Capace di vincere 8 partite su 10, raggiungendo, anzi, superando il record della Giuve in serie B.....di non perdere neanche una gara....di vincere 5 partite esterne consecutive ( per ora....) e di stagliarsi SOLO AL COMANDO DEL CAMPIONATO.....Cairo non sarà Novo nè Pianelli ( sfortunanatamente hanno pochi lati comuni....) , Ventura non sarà Erbstein nè Radice, ma un po' il Mondo me lo ricorda....( a proposito....in bocca al lupo Emiliano....siamo tutti con te....)....Bianchi non sarà Gabetto, nè Pulici ......ma che cavolo cari fratelli granata !!!! Siamo in serie B e per ora va STRABENE..... Una volta tornati in A, GRADUALMENTE, PASSO DOPO PASSO.... abbiamo già una base su cui poter costruire un TORO che non sia una mucca smagrita come quella degli ultimi anni....o sbaglio????
FORZA TORO SEMPRE !!!!
sabato 15 ottobre 2011
In ricordo della Farfalla Granata
Il Direttore Generale Antonio Comi ed il responsabile comunicazione
Alberto Barile hanno deposto questa mattina una corona di fiori in
ricordo della "Farfalla granata", di fronte al monumento sito in Corso Re Umberto, Torino.
Pubblicato da: www.torinofc.it
Pubblicato da: www.torinofc.it
La Farfalla Granata è volata in cielo
<<Gigi Meroni è stato tra i simboli di
un'epoca. E' stato il simbolo di una certa (bellissima) idea di calcio.
Per questo oggi il suo ricordo giganteggia. Per questo nessuno oggi
immaginerebbe più di raccontare l'Italia degli anni sessanta, non solo
calcistici, senza nominarlo. Per gli uomini che segnano i tempi è sempre
cosi. Prima sottovalutati, poi riscoperti e vissuti con identificazione
e ammirazione crescenti>>. Così lo definì Nando Dalla Chiesa.
Era il 15 ottobre 1967, una sera uggiosa di un
autunno torinese, quando la "Farfalla Granata" ha spiegato le ali
compiendo il suo ultimo volo. Corso Re Umberto, poco lontano dal centro
del capoluogo piemontese; un'auto, causa nebbia ed oscurità, non si
accorge della presenza di Gigi Meroni, che sta attraversando la strada e
lo centra in pieno. Muore così uno dei più grandi giocatori della
storia del Toro, ma soprattutto si spegne la vita di questo eccentrico, e
mai banale, ragazzo di 24 anni.
Durante la mattinata di oggi, una delegazione del
Torino F.C. poggerà alla base del cippo commemorativo una corona di
fiori in ricordo della Farfalla Granata, scomparsa 44 anni fa.
La carriera di Meroni inizia nel Como, la squadra
della sua città natale, nelle cui giovanili milita fino all'età di 19
anni, quando viene ceduto al Genoa. Come in un sogno, Gigi si ritrova
improvvisamente catapultato in una realtà ben diversa da quella di
provincia, vissuta fino a quel momento; ora è nel calcio che conta, è
nella squadra più antica d'Italia, una delle più titolate, in quegli
anni. Quaranta presenze con la maglia rossoblu, poi la cessione, nel
1964, ai granata. Rimpianto dalla tifoseria del "grifone", subito amato
da quella granata. Ha un carattere estroverso Gigi, spesso fuori dagli
schemi, capace di unire genio e sregolatezza, in campo come nella vita
di tutti i giorni. Dribbling ubriacanti, l'uomo dell'ultimo passaggio
sul tappeto verde, in grado di far rinascere il suo amico Combin, dato
per finito dalla Juve e tornato al top tra le file granata a suon di
gol, propiziati dagli assist della Farfalla Granata.
Fuori dallo stadio semplicemente un personaggio
unico. Difficile descriverlo. Fuori da ogni schema. Meroni ascolta i
Beatles e la musica jazz, dipinge quadri legge libri e scrive poesie.
Convive nella "mansarda di Piazza Vittorio" insieme a Cristiana, la
"bella tra le belle" dei Luna Park della quale si innamorò follemente
tanto da presentarsi al matrimonio imposto dai genitori di lei per
cercare di fermare la cerimonia. Disegna i vestiti che indossa, sui
modelli di quelli dei Beatles, passeggia per Como portando al guinzaglio
una gallina, si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa
di Meroni e ride se la risposta è che non lo conoscono.
Controverso anche il suo rapporto con la maglia
azzurra. Convocato una prima volta in Nazionale dal ct Fabbri, rifiuta
la chiamata dal momento che il ct azzurro gli ordina di tagliarsi i
capelli. Gigi, per come era fatto, non avrebbe mai potuto rinunciare al
suo ego, neppure di fronte ad un'opportunità del genere, quella di
vestire la maglia azzurra. Accade così che la convocazione viene
rispedita al mittente. Alla fine però Meroni vestirà comunque l'azzurro,
nella sfortunata spedizione ai Mondiali del '66; per lui il bottino in
Nazionale è di sei presenze e due reti.
L'ultimo volo la Farfalla lo compie in occasione di
Torino-Sampdoria, terminata 4-2 per i granata. Alla sera, insieme
all'amico Poletti abbandona il ritiro e mentre si sta dirigendo verso
una gelateria, attraversando corso Re Umberto, sopraggiunge una
macchina, che lo urta violentemente. Alla guida del mezzo c'è un giovane
di diciannove anni, grande tifoso granata e ammiratore di Gigi, Attilio
Romero, che in futuro diventerà Presidente della società granata.
Inutile la corsa in ospedale, troppo gravi le fratture ed i traumi
riportati. Meroni si spegne la sera stessa, lasciando dietro di sè un
grande vuoto.
Ai funerali partecipano migliaia di persone per colui
che fu il giocatore più amato e nello stesso tempo odiato d'Italia. Nel
punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in
sua memoria.
La domenica successiva alla sua morte si gioca il
derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero (cosa
che non è più successa). Tre gol sono messi a segno dal suo grande amico
Combin che scende in campo nonostante i 39 gradi di febbre. Il quarto
gol lo sigla un giovane ragazzo, Carelli. Sulle spalle porta un grande
peso, la maglia numero 7.
Pubblicato da: www.torinofc.it
Pubblicato da: www.torinofc.it
Iscriviti a:
Post (Atom)